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Balotelli, Ahmadinejad e l’imbecillità democratica

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20 aprile 2009

Egregi Signori,
 
    Benché da sempre sia tifoso del Milan, non posso approvare i beceri cori razzisti indirizzati contro Mario Balotelli, calciatore (di colore) dell’Inter, di cui – a dire il vero – non ho molta stima, non tanto come calciatore, quanto come persona, poiché – al di là dell’etnia d’origine – a differenza di altri colleghi (pure loro di coloro, di cui evito di far nomi perché – ovviamente – l’elenco sarebbe troppo lungo) si comporta spesso male un po’ con tutti. Ad ogni modo, al di fuori delle simpatie personali e sportive, tollero poco il razzismo già da parte dei miei compagni di fede, figuriamoci dagli altri!
    Ma quello che tollero meno è il becero razzismo travestito da democrazia tanto sventolata dai Governi Occidentali (tra cui il nostro), che pretendono di tirare la morale al mondo intero, soprattutto a quei Paesi e Governi che non sono allineati con loro. Abbiamo fatta questa sceneggiata con gli Stati Fascisti prima e con quelli Comunisti dell’Est Europeo (URSS in testa) poi; adesso ci comportiamo allo stesso modo con Cina Popolare (pur essendo in affari), Corea del Nord e, dulcis in fundo, con l’Iran accusandoli di terrorismo e di essere (per dirla con Reagan e la famiglia Bush) "Stati Canaglia" (che cosa poi s’intenda esattamente oggi con tale espressione è per me – che pure mi vanto di essere una persona colta e di mentalità elastica – un autentico mistero).
    Ora, Kim Il-Yong ed Ahmadinejad non sono simpatici neppure a me, ma da qui a dire che con la corsa all’atomo vogliono la distruzione del mondo è troppo persino per chi – come me – è assolutamente contrario alle guerre (benché, da storico, mi interessi anche – se non principalmente – di cose militari, tanto da affermare tranquillamente che "Quanto più studio le guerre, tanto più le odio!"); inoltre, malgrado gli sforzi e le elucubrazioni compiute, non riesco a capire che se sono le Democrazie Liberali a compiere esperimenti nucleari, questi sono sempre pacifici, mentre se sono quelli non allineati alle loro posizioni c’è sempre il rischio di una guerra atomica!
    Infine, non riesco a capire perché le Democrazie Liberali Occidentali non applichino la teoria di Voltaire: "Benché non sia d’accordo con te, farò di tutto perché tu possa credere liberamente nelle tue idee", anche perché chi parla di fallimento di Ahmadinejad dovrebbe, in realtà, meditare sul proprio, visto che a fare una pessima figura non è stato tanto il Presidente Iraniano, quanto quelli che (come Vittorio Emanuele Orlando alla Conferenza di Versailles nel 1919) hanno abbandonato il vertice, ed ancor più quelli che non vi hanno partecipato (tra cui il nostro Paese): ancora una volta invito, pertanto, chi insiste a mantenere posizioni insosntenibili a tenere in considerazione l’aforisma di Arbore (che è inutile ripetere, visto che tutti lo conoscono).
 
Sentitamente,
 
 
dott. Enrico Emilitri - Malosco (Tn)

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