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Basket femminile, figlie di un Dio minore

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30 aprile 2009

Gentili Signori,
sono una "vecchia" giocatrice di basket di 37 anni e, nonostante tutto, continuo a giocare in una delle pochissime società della nostra provincia che dà la possibilità alle donne di divertirsi con questo sport, ma che quest’anno pare non vorrà più rinnovare la squadra. Ci sono state diverse difficoltà a portare a termine il campionato di promozione, ma quando si hanno in squadra donne di 37 anni (vedi la sottoscritta) con vari impegni tra cui 2 figli, una di 39 anni, le altre che vanno dai 20 ai 30 chi con impegni universitari, chi lavorativi, chi arriva da 40 km per giocare tutte insieme, è chiaro che non si possono pretendere miracoli.
Nessuna di noi vorrebbe smettere, ma la società sostiene che non valga la pena portare avanti il nostro cammino (per la cronaca siamo arrivate settime su dieci).
Sull’onda quindi dell’entusiasmo del ritorno di Varese in A1, mi permetto di fare un minimo di critica a quello che sembra essere diventato un mondo solo maschile e non certo perché non ci siano donne, ma solo perché oramai siamo una specie di èlite. Rivolgo un appello a tutte le ragazze che hanno voglia di giocare e che abitano nella provincia nord di Varese per cercare di ricreare qualcosa che altrimenti è destinato a scomparire.
Vi ringrazio e vi saluto.
Se qualcuno legge questa lettera ed è interessata può contattarmi alla mail gazuzu65@gmail.com.
   
Dania

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