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Basta giudicare i lavori manuali!

parrucchiera truffa
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10 agosto 2018

Ragazzi… della vostra vita fatene ciò che volete, non abbiate paura di essere giudicati!

Scegliete ciò che è meglio per voi, ciò che vi fa stare bene, che vi fa sorridere quotidianamente! Io sarò sincera con voi… la scuola che faccio non mi piace per niente, ne faccio una malattia, ci soffro. Non vi sto prendendo in giro, io la vivo male, vivo male i 3 in matematica e vivo male i 3 in economia, non ci capisco niente e l’unica cosa che ti senti dire dai professori è: fai un lavoro graduale e molto preciso e vedrai che se affronti con calma un argomento per volta, riuscirai ad ottenere i risultati.

E ora io mi chiedo, ma come faccio ad ottenere risultati in 3 mesi di vacanza, per altro con lo stage in mezzo, quando per un anno intero non sono mai riuscita a comprendere niente di tutto il programma svolto? Sono 5 anni che ho il debito in matematica. 5. Vorrei una spiegazione.

La scuola è la causa maggiore delle mie ansie. Voi non sapete quanto sia forte la paranoia, quanto l’ansia spesso e volentieri ti prenda alla gola. Voi professori siete lì davanti a noi, che ascoltate attenta la nostra esposizione ed infine valutate con un numero. Ma noi non siamo un numero, io non sono un numero. Quello che ho capito è che i voti non incoraggiano, i voti non stimolano a dare sempre di più. I voti giudicano, ti condannano, ti mettono etichette che sarà difficile togliere.

Vi posso assicurare cari professori che un voto basso distrugge l’autostima e demotiva sopratutto. I 9 a scuola non ti aprano le porte del paradiso così come il 100 alla maturità, a meno che il Papi non ti abbia promesso la vacanza a Formentera. Penso che il successo della vita non sia legato in alcun modo al tuo rendimento scolastico.

Ricordo tanti episodi avvenuti tra quelle quattro mura, ora ve ne racconto uno…professoressa di inglese ovviamente decide che la signorina Fortugno fosse interrogata, al che mi dirigo verso la cattedra e inizio la mia interrogazione, esponendo dei dialoghi ecc… premetto che la mia pronuncia non fosse da americana, però me la cavavo abbastanza bene… lei mi guardò e mi disse: ma chi ti ha mandato in terza? Ma da grande cosa vorrai fare, la lava teste?

Mi sono sentita umiliata. Anche perché io vorrei fare l’estetista, è la mia unica passione, mi rende soddisfatta quando riesco a rendere delle mani favolose, oppure quando trucco una ragazza e la vedo contenta. Mi chiedo che cosa avesse lei contro le parrucchiere, contro le estetiste, contro i muratori e così via. Se non ci fossero le parrucchiere, lei cara professoressa non verrebbe a scuola ogni volta con la piega fatta. Se non ci fosse l’estetista lei chissà come avrebbe quelle mani, oppure tutto il corpo invaso da peli.

Se non ci fosse l’idraulico il suo rubinetto potrebbe perdere per ore.
Se non ci fosse il pasticcere lei non potrebbe far fare quelle meravigliose torte che fa ogni anno ai suoi figli.
E si ricordi che il mondo va avanti anche a queste persone che fanno questo mestiere!
Quindi è arrivato il momento di finirla di screditare sempre le persone che svolgono lavori manuali!

Piccolo pensiero, scusate lo sfogo.

Erika Fortugno
Itpa Eugenio Montale, Tradate

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