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Beati gli americani che non hanno frontalieri

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6 settembre 2011

Egregio Direttore,
avrà sicuramente appreso anche lei dai giornali una notizia che interessa particolarmente la vicina Svizzera e di riflesso anche noi.
Gli Stati Uniti d’America hanno richiesto a Berna di fornire dati dettagliati relativi a conti bancari di cittadini statunitensi nei riguardi dei quali si sospetta l’utilizzo delle banche elvetiche per frodare il fisco. La richiesta è recente ma il termine concesso è ristrettissimo: i dati vanno forniti entro il 6 settembre! Un vero ultimatum che mette a rischio il dogma del segreto bancario svizzero. Sì, perché questi curiosoni del fisco d’oltre oceano vogliono sapere tutto: quanti e quali clienti americani hanno depositato fondi superiori ai 50.000 dollari tra il 2002 ad oggi.
La richiesta riguarda il Credit Suiss ed altre nove banche minori minacciate di una pesante ammenda nel caso di rifiuto della collaborazione.
Non sappiamo come finirà la questione nè come la prenderanno i vari Bignasca e coloro che per molto meno hanno inscenato quasi una guerra col nostro Paese. O meglio una guerra coi nostri lavoratori frontalieri e coi nostri Comuni ai quali hanno tagliato i contributi di loro spettanza. Fortunatamente per loro gli Stati Uniti non hanno frontalieri….
Cordiali saluti.

A. VAGHI

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