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Beato chi non ha dubbi

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18 aprile 2007

Egregio Direttore.

Di solito non è nel mio costume rispondere alle lettere che mi vedono coinvolto.
Faccio uno strappo alla regola , promettendo che sarà l’ultimo , in quanto non mi è possibile non esprime alcune valutazioni in merito alla lettera del Signor(compagno?)Taietti il quale , con fare maschio e perentorio mi intima di decidermi .Insomma mi dice il Signore in questione sbagliando argomento : te ne vai o che cosa?
Spiace non avere avuto la possibilità di fare capire che la mia preoccupazione nel caso di specie non fosse il Partito Democratico ma la decisione dell’Italia dei Valori di correre da solo alle elezioni provinciali .Spiace che non sia sia colta la preoccupazione sullo stato dell’Unione a Varese che perde un’altro dei suoi componenti iniziali e si voglia ingenerare una pretestuosa polemica del tutto fuori luogo.Evidentemente si ritiene che sia molto piu’ importante polemizzare aspramente nei confronti della minoranza DS e non analizzare lo stato di difficoltà di tuto il centro sinistra nella nostra provincia.
Simpaticamente, diversamente dai sostenitori di Mussi che notoriamente sono antipatici e supponenti che non hanno capito il portato storico dell’operazione Partito Democratico , il Signor Oietti nonostante non abbia inteso il tema ci(mi) intima comunque di fare presto e di uscire dall’ambiguità(?!) rivolgendoci persino l’accusa di essere dei piccoli borghesi che non sanno cosa sia una fabbrica e cosa sia la condizione degli operai.
Ho sempre ritenuto antipatici quanti usano l’argomento della condizione operaia per supportare demagogicamente proprie posizioni.Salvo dimenticarsene per il resto dell’anno.
Nel mio caso specifico invio al Signor Oietti il mio Curriculum Vitae avvisandolo comunque che qualora non fossero sufficienti i titoli acquisiti dovrà farsene una ragione :continuerò a parlare e a lottare per il Socialismo;
operaio dai quattordici ai ventiquattro anni;
studi serali ;
impiegato tecnico ;
lavoratore autonomo .
Quanto all’accusa di ambiguità.Sarebbe stato molto piu’ comodo accassarsi in un partito che non si sente proprio oppure , in ragione di dubbi e perplessità , rispondere non alla ragione di partito e nemmeno agli ordini di scuderia , ma alla propria coscienza e alle proprie convinzioni?

Cordiali saluti

Antonio Riccardi - coordinatore sinistra ds per il socialismo europeo

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