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Berlusconi e il partito dal notaio

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30 ottobre 2007

Egregio direttore,
finalmente in questi giorni abbiamo sentito Berlusconi portare nuove argomentazioni sul piatto del dibattito politico. Dopo averci abituato da un anno e mezzo alle solite battute, ripetendo ”Prodi a casa, Prodi a casa, Prodi a casa…” in qualsiasi intervento, ricordandoci un vecchio nastro inceppato, ha trovato un altro tema.
Ora è preso ad attaccare il Partito Democratico, legittimato dalla partecipazione di ben 3.500.000 cittadini, definendolo una fusione a freddo tra DS e margherita.
Nel frattempo però cerca di importare nel centrodestra lo stesso procedimento aggregativo per dar vita al ”Partito delle Libertà” che sicuramente sarà un soggetto più innovativo e solido, essendo legittimato non dai cittadini, ma da un notaio.
Ha anche attaccato il neo segretario del PD Veltroni accusandolo di far politica da tempo.
Peccato che l’ex Presidente del Consiglio voglia candidarsi per la quinta volta consecutiva alla guida del paese…

Cordiali saluti

Pino Dona'

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