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Brandy per due

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7 aprile 2009

Egr. Direttore,

La menzione del precedente storico di Bretton Woods è ricorsa piu’ volte nei commenti politici e giornalistici svolti intorno al G20 di Londra. Anche Obama vi ha fatto riferimento proponendo un confronto tra la complessità e le asperità del vertice da poco concluso nella capitale inglese e la semplicità e scorrevolezza che caratterizzarono invece quello tenuto nel 1944 nella cittadina statunitense di Bretton Woods, dove furono 43 gli Stati partecipanti, ma bastarono Roosevelt e Churchill,  “chiusi in una stanza davanti a un bicchiere di brandy”, a scrivere l’ordine economico e monetario internazionale che avrebbero affermato all’indomani della Seconda guerra mondiale dopo la sconfitta di Hitler e Hirohito.
Ci si è chiesti da che cosa fosse dettato l’affondo storico di Obama. Rimpianto? Arguzia e celia? Efficacia retorica? Chissà …
Nelle sue parole però non si può non leggere la conferma del fatto che non fu la Conferenza di Yalta del febbraio 1945 a disegnare e spartire il mondo, come le tesi revisionistiche continuano a sostenere, dato che quella si limito’ a discutere delle sorti di Germania e Giappone, dei principali responsabili cioè di un conflitto che aveva incendiato il globo.
Fu invece la Conferenza di Bretton Woods, di alcuni mesi prima, a plasmare il nuovo ordine mondiale ponendo il dollaro come moneta principe degli scambi internazionali e istituendo la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale che avrebbero distribuito le risorse a discrezione esclusiva degli Inglesi e Americani.
La sfida contro il dominio del dollaro è oggi aperta piu’ che mai. La sostengono la Cina, la Russia, anche una Commissione dell’O.N.U.; tutti i Paesi disponibili a cooperare per un’economia globale bilanciata e sostenibile, alimentata da una pluralità di motori, inclusa la domanda interna delle economie emergenti e di quelle finora condannate al sottosviluppo.
L’alternativa a questa opportunità è il ripiegamento nazionalista e protezionista con la marginalizzazione delle forze riformiste e di Sinistra e con conseguenze dannose in particolare per un Paese come l’Italia.

Cordiali saluti

Maria Pellegatta, Federazione varesina del P.d.C.I.

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