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Buon lavoro Matteo Renzi

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11 dicembre 2013

Egr. Direttore,

non avendo partecipato alle votazioni primarie del PD per la scelta del segretario, non vivo nemmeno lo stato di frustrazione che possono vivere oggi tanti vecchi militanti (ex comunisti o ex democristiani) sulle prime scelte operate da Matteo Renzi sullo staff della sua segretaria. Che ci fosse la necessità di un profondo rinnovamento del PD è fuori discussioni, che poi Renzi lo abbia chiamato rottamazione è senz’altro ingeneroso, non nei confronti di quella benedetta casta che da sempre siede in Parlamento – a cominciare dal nostro “Grande” Presidente delle Repubblica, che siede in Palamento da oltre 60 anni – ma nei confronti di quei tanti vecchi militanti che alla base, senza alcun privilegio ma sempre e solo in spirito di volontariato, hanno speso la loro vita per fare grande la nostra democrazia, oggi arrivata ad essere drammaticamente piccola e fragile. Forse mettere qualche piccolo vecchietto nella sua segreteria sarebbe stato un segnale di sensibilità e di saggezza nei confronti di un passato che forse non è poi così tutto da buttare, visto che poi alla fine lo stesso Prodi con un gesto di grande generosità, ha partecipato alle primarie.

Che la politica italiana abbia bisogno di un grande rinnovamento è fuori discussione, ma è pia illusioni che il rinnovamento della politica possa essere il giovanilismo. E’ pia illusioni pensare che questo Paese attraversato da una crisi politica, morale ed economica spaventosa, si possa rinnovare solo mettendo dei ragazzini alla guida del Paese. Anche perché di tutti questi nuovi eletti, non se ne conoscono i meriti politici, ma sono tutti bravi ragazzi che hanno goduto delle aperture che il PD di Bersani aveva introdotto nella scelta dei candidati, ma che alla loro prima prova – l’elezioni di Prodi a capo dello Stato – hanno mostrato tutto il loro dilettantismo. D’altra parte gli stessi Cuperlo e Civati, se non si candidavano alla segreteria, erano ai più, degli emeriti sconosciuti e che lo stesso Renzi ha vinto le primarie non tanto per quello che ha fatto di stravolgente nella città di Firenze, nè per le proposte innovative che ha messo in campo (i programmi dei candidati sono di solito libri dei sogni) ma solo la sua grande capacità di comunicare e anche per l’appoggio avuto dai mass media e dalla televisione di Stato.

Ma il nostro Paese è allo stremo, ne sono prova tutte le proteste che stanno scoppiando in questi giorni per la mancanza del lavoro, per redditi sulla soglia della povertà, per tasse sempre più ingiuste che soffocano l’economia, una burocrazia incapace di rinnovarsi e una giustizia che non esiste, tutti movimenti in cui il PD non esiste diventato ormai a tutti i livelli un partito da salotto, comprese le vecchie sezioni. Per non parlare della inarrestabile corruzione dilagante, della criminalità organizzata, dei poteri finanziari che tengono in ostaggio non solo il nostro paese ma l’intera Europa o di una opposizione che non ha alcuna intenzione di fare le riforme ma solo di andare a votare, per poi andare ancora a votare e poi ancora andare a votare. A Matteo Renzi si possono certamente fare gli auguri di buon lavoro, nella speranza che si ricordi che è diventato segretario di un partito, un tempo molto grande, e non il segretario della F.G.C.I.

Emilio Vanoni - Induno Olona

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