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C’è guerra e guerra

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28 aprile 2011

Egregio Direttore,
che le guerre siano “sporche” o meno dipende a mio avviso da che parte le si guarda, ed anche dal contesto storico in cui si verificano. Per cui non mi sento di dare sempre un giudizio di merito tout-court. Quanto ai vari casi di guerre nella storia che ha citato il prof. Barone (guerre d’indipendenza, guerre contro il nazismo e lotta partigiana, ecc.) convengo con lui che siano state legittime e finanche “giuste”, almeno dal nostro punto di vista (di noi uomini liberi che non vogliono piegarsi a regimi dittatoriali, totalitari o populistici). E con le “Crociate” come la mettiamo? Con gli occhi di oggi le possiamo considerare “sporche” guerre di conquista, ma con gli occhi del tempo in cui sono avvenute possiamo credere che, almeno in parte e in particolare le prime, siano state dettate da motivazioni ideali (o ideologiche) che allora imperniavano la società medievale, “cattolicissima”, di tutta Europa. Perciò anche sulla attuale guerra di Libia non mi sentirei di dare un giudizio così tranciante, anche pensando alla nostra guerra di liberazione nazionale che senza l’aiuto di forze esterne (Americani in particolare) non avrebbe sicuramente avuto un esito positivo (e noi ci troveremmo ancor oggi a fare il saluto fascista). Ho sentito proprio ieri sera alla trasmissione EXIT su LA7 la esternazione di differenti posizioni di studenti libici a Perugia a proposito del regime di Gheddafi: chi (evidentemente i beneficiati) lo considera un benefattore e un grande leader e chi un dittatore sanguinario. Perciò, pur comprendendo le perplessità dei pacifisti e di altri benpensanti che la considerano, forse giustamente, una guerra imperialistica , non mi sento di condannare l’intervento militare a sostegno dei rivoltosi libici che voglio sperare (o sono un illuso?) siano animati anche e soprattutto da spirito libertario, visto che rischiano la vita per combattere una dittatura di molto peggiore della nostra mussoliniana. E noi Italiani, loro dirimpettai, non vogliamo proprio dar loro, anche se tardiva, una mano? Sia chiaro che non sto sostenendo con ciò la giustezza dell’intervento e della linea ondivaga e voltagabbana del governicchio che ci troviamo (fino a ieri grande amico del dittatore libico), come so di certo che chi come il prof. Barone o il prof.on. Diliberto non approva questa guerra non si trova sicuramente sulle posizioni della Lega, che per mero calcolo elettorale ora dissente da Berlusconi (con cui dopo le elezioni tornerà di nuovo a braccetto).

Giovanni Dotti

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