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Cara montagna, non tutti gli uomini sono cattivi

Incendio al Campo dei Fiori
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31 ottobre 2017

Cara montagna,

Ti hanno sfregiata, hanno provato a distruggerti, ti hanno messa in ginocchio, ma tu hai resistito. Ti sei
rialzata; dolorante, ammaccata, tradita, impaurita, delusa. Sopraffatta da quell’uomo a cui, senza chiedere nulla in cambio, hai offerto riparo, hai dato conforto, hai accolto tra i tuoi boschi, hai accompagnato sulla tua cima, hai protetto con i tuoi faggi ogni qualvolta in te cercava ristoro. Sempre disponibile, come un’amica, tu eri lì; pronta a salutare chiunque tornasse a Varese, ad indicare la giusta direzione ad ogni viandante, a ricevere chiunque volesse sfruttare la tua pace, la tua armonia: rifugio sicuro, a pochi passi da casa.

Per sei giorni e sei notti, impotenti, ti abbiamo osservata increduli. Perché in un attimo, dal tuo essere
gigante che custodisce la città, sei diventata bambina. Ti sei mostrata vulnerabile e bisognosa d’aiuto; hai richiesto soccorso a colui che hai sempre aiutato. Ma, pur essendo malata, sei stata capace di cingerci tutti.

Quella città, divisa tra rioni rivali, fatta di guerre tra campanili, si è unita. Col fiato sospeso ti abbiamo
spiato, timorosi di vedere quelle lingue di fuoco e quel fumo che non sembrava darti scampo. Nel silenzio della notte abbiamo pianto e pregato. E con tutta la nostra voce abbiamo gridato: “Perché? Perché qualcuno ha voluto pugnalarti?”

Più provo ad interrogarmi, più non riesco a trovare una risposta. Con te ho imparato a rispettare la natura, ad innamorarmi del paesaggio a divertirmi a giocare sui tuoi sentieri fin da bambino. Su di te ho corso, ho arrampicato, sono nate le mie più grandi amicizie. Perché ti hanno fatto questo?

Ma non tutti gli uomini sono crudeli, cara montagna.

Pochi hanno provato a distruggerti, in molti hanno lottato per salvarti. Le foto dei ragazzi in prima linea per spegnere l’incendio che avanza riempiono tutti i giornali, ma soprattutto i cuori di questa città che si è scoperta timorosa di perderti. Il “Ce la faremo, non molliamo” scritto dal DOS Dario Bevilacqua su facebook suona come un grido di battaglia. Il pensiero di poter tornare a correre tra i tuoi alberi, di poter tornare a scherzare con gli amici, bevendo una birra con Laura e Paolo all’osteria Irma, si fa sempre più vivo grazie a voi ragazzi, costretti a convivere con continui tagli di risorse e mezzi, ma sempre pronti a mettervi in gioco per tutti noi.

A voi, che state spegnendo il fuoco, ma mantenete accesa la nostra speranza, va il mio più grande Grazie.

Matteo Residori

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