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“Caro Fazio, sono un docente e ho bisogno di farmi ascoltare”

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26 novembre 2012

Ciao Fabio,

 
ho ascoltato ieri in diretta le poche parole dette dal Presidente del Consiglio Mario Monti, in seguito alla tua domanda (ti ringrazio per aver pensato alla scuola):
“Abbiamo trovato in alcune sfere del personale della scuola un grande spirito conservatore, grande indisponibilità a fare, per esempio, due ore in più settimanali, il che avrebbe permesso di liberare risorse per fare più seriamente politiche didattiche. Non cadiamo, quindi, nel mito bontà e durezza. No, i corporativismi spesso usano i giovani per perpetuarsi, per non adeguarsi ad un mondo più moderno.”
 
Sono il docente che ti ha scritto già il 7 novembre 2012, allegandoti la mia lettera: "caro ing. Profumo, le chiedo di venire a scusarsi con me".
Sono uno dei docenti più attivi della provincia di Varese (attivato dal ministro Profumo…) per cercare di ridare dignità agli insegnanti, e, soprattutto alla scuola statale, pubblica, che a seguito di questi continui attacchi da parte delle più alte cariche di questo governo, rischia di non rialzarsi mai più e di morire, per tornare ad essere quella del passato, quella per pochi, quella per ricchi. Sono l’esatto contrario del conservatore, non faccio parte di nessuna corporazione, e devo dire purtroppo, perché se gli insegnanti ne facessero parte, sarebbero sicuramente più rispettati.
Sono, anzi, siamo stanchi di scrivere, di parlare a vuoto. Da quel 7 novembre ci sono state manifestazioni con 2000 studenti a Saronno che hanno bloccato l’autostrada, 4500 studenti e docenti a Busto Arsizio, 3000 studenti e docenti a Varese, altrettanti a Gallarate. Scuole dove gli studenti operano lo sciopero bianco, moltissime scuole, come la mia, che hanno prodotto documenti approvati in collegio docenti, e che mettono in atto forme di protesta quali sospensioni di attività  non obbligatorie.
La novità è che gli studenti sono a fianco dei docenti, per una scuola migliore, con più possibilità per tutti. Ma io, e quelli come me che hanno deciso di protestare per una giusta causa, subiamo continuamente attacchi personali ed accuse di strumentalizzazione dei ragazzi: io, da sempre, informo i ragazzi, e vorrei che lo facessero tutti, compresi i veri conservatori, o i falsi progressisti, perché le idee se le possono fare solo in presenza di opinioni diverse.
Ma di tutto questo nessuno parla, se non gli organi di stampa locali.
Come ho detto al “Provveditore” di Varese, quando mi ha ricevuto in occasione del nostro primo presidio, siamo stati zitti per troppo tempo, per il bene dei nostri studenti, ma adesso non possiamo più farlo, perché non faremmo il loro bene, e tanti di loro lo stanno capendo. Ci stiamo organizzando, senza sindacati e senza partiti, con internet e con facebook, come tutti i conservatori che si rispettino…ed abbiamo un “Coordinamento dei docenti di Varese e provincia”, che ha come obbiettivo comune la scuola, in tutte le sue componenti.
Abbiamo bisogno che qualcuno si faccia carico di darci voce, per spiegare le nostre ragioni davanti all’opinione pubblica, fuorviata da “antichi” luoghi comuni.
 
Amo la scuola, statale, pubblica, e non riesco (per carattere) a rassegnarmi alla sua lenta morte.
Mi scuso per la "veemenza", ma chi mi conosce sa che, se credo fermamente in qualcosa, difficilmente desisto.
 
Stefano Alterini 
(docente di matematica presso l’ISIS “E. Stein” di Gavirate – VA)

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