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Caro Gelosia, rassegnamoci a questa Costituzione

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21 novembre 2008

Egregio Direttore,

la lettera odierna del sig Gelosia (riguardante
alcuni articole della Costituzione) è carica di buon senso, ma si scontra con un dato oggettivo: ovvero la sostanziale impossibilità di modifica della Carta stessa, che prevede a riguardo un procedimento veramente macchinoso, alla fine del quale è anche previsto, in assenza di maggioranza qualificata in parlamento per la modifica, un referendum popolare (questo detto a sommi capi).
La precedente legislatura (2001 – 2006) si è anche caratterizzata per il tentativo di proporre una modifica della carta: nelle riforma era anche prevista la riduzione del numero dei parlamentari in una quota considerevole.
Sappiamo tutti che nel 2006 con il referendum il popolo italiano ha respinto tale proposta, gettando alle ortiche di fatto il lavoro parlamentare di quasi 5 anni.
La parte politica esultante di questo fatto, vorrebbe almeno riformare la carta introducendo tra l’altro il federalismo fiscale, la riduzione del numero dei parlamentari, la trasformazione del senato in camera delle regioni, lasciando solo all’attuale camera il potere legislativo.
Tutte queste riforme erano sostanzialmente comprese nella precedente riforma, contro la quale secondo me ci si è scagliati per interessi di parte.
I maggiori organi di informazione, mi riferisco ai principali giornali, hanno in questo senso precise responsabilità; nel Corriere dell’allora direttore De
Bortoli, settimanalmente venivano pubblicati articoli molto negativi a riguardo di questa riforma.
Trovare ora l’attuale direttore del Sole 24 ORE in tante trasmissioni televisive, mentre ci spiega che il Paese
è ingessato e che ha bisogno di riforme, a me almeno fa sorridere.
La lezione però sembra che il centro destra e la Lega Nord soprattutto l’abbiano capita, tanto è vero che l’attuale proposta riguardante l’introduzione del federalsmo fiscale, verrà portata avanti – almeno sembra – con leggi ordinarie .
In tale proposta NON si parla tra l’altro dell’abolizione delle Province (di cui si è s-parlato in campagna
elettorale) di cui anzi ne viene ribadita l’esistenza , per il semplice fatto che occorerrebbe modificare la carta, con le conseguenze descritte sopra.
Per cui Sig Gelosia, dobbiamo purtroppo rassegnarci,

Cordiali saluti

Matteo Musco

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