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Caro Nidoli, non ci deluda

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27 aprile 2011

Egregio Dott. Nidoli
Fa piacere leggere le sue considerazioni sulla nota vicenda della cava datale in concessione per
poter far sì che possa essere messa in sicurezza, da cosa poi sarebbe bene che qualcuno ce lo
spiegasse visto che se seguissimo il suo ragionamento andrebbero messe in sicurezza tutte le
montagne e le colline della nostra provincia.
Non entro nel merito della discussione circa la proprietà della cava al momento delle coltivazioni
abusive, dei verbali ecc…ecc…lei smentisce la documentazione fornita dal fronte “no cava” e il
fronte “no cava” smentisce le sue.
Ciò che mi preme e che penso prema a tutti i nostri concittadini è sapere se e come questo “recupero”
possa in qualche modo andare a compromettere la QUANTITÀ e la QUALITÀ delle acque emunte
dai pozzi della Valle della Bevera. Mi permetta di farle osservare che da quando le è stato concesso il diritto di “risanamento” la situazione ambientale della Valle della Bevera è radicalmente cambiata, purtroppo in peggio. Come sicuramente saprà a monte della sua cava insistono altre cave, la Femar e la Rainer, poste sotto sequestro dalla magistratura per deposito di materiale tossico/nocivo , la cava Valli alla quale, contro ogni logica, gli stessi amministratori della Lega Nord e del centro destra che le hanno concesso la possibilità di risanare l’ex cava Coppa , hanno concesso la possibilità di raddoppiarne le coltivazioni (esperti del settore affermano che detta cava abbia già raggiunto il limite di falda senza che nessun amministratore si sia mai preoccupato di andarne a valutare l’impatto)
Senza contare che si stanno eseguendo importanti lavori per la realizzazione della linea ferroviaria,
Arcisate/Stabio, sicuramente impattante su quel territorio.
In una recente intervista lei afferma che l’intervento di recupero prevede l’escavazione di un volume
massimo di 1.550.000 mc. Oltre a questo materiale, però, verrà eliminato per sempre anche il “cappellaccio” e con esso tutta la vegetazione che da esso dipende.
Si andrà a distruggere la BIODIVERSITA’ della collina Trescali e la biodiversità, non si ricrea in 8-
10 anni, occorrono secoli e i cespugli e gli alberelli che intenderebbe piantare, non hanno nulla a
che vedere con la biodiversità… Con il cappellaccio, poi, si andrà a distruggere il “filtro naturale” che protegge le falde sottostanti e quindi verrà ridotta in modo irreversibile la qualità dell’acqua delle falde sottostanti sia a causa del “centro di pericolo” costituito dai lavori per gli scavi, sia perché tutti gli inquinanti dispersi in atmosfera la raggiungeranno molto più velocemente e senza ostacoli (=il filtro).
Oltretutto, nessuno potrà mai garantirci sulla provenienza e la qualità dei terreni di riporto che verranno utilizzati per ricoprire i gradoni. Forse non sa che piano piano si sta riconoscendo il ruolo della Valle della Bevera quale: 
corridoio ecologico che permette la conservazione della biodiversità, area con zone umide tanto tenute in considerazione dalla comunità europea, area che presenta specie di interesse comunitario, area che fa parte della convenzione delle Alpi, area che rientra nel Piano Provinciale delle acque tanto da essere considerata strategica per l’approvvigionamento idrico.
 
Forse lei non ha saputo delle crisi idriche che hanno interessato la nostra Provincia, o che dal 1967 ad oggi si è assistito ad un progressivo aumento della temperatura media o che sono aumentati gli inverni siccitosi. Forse non sa che l’acquifero della Bevera è l’unico in grado di permettere a Varese, oltre ad una ventina di altri comuni interconnessi, di superare le crisi idriche.
Forse non sa che a Varese gli acquiferi adeguati ai fabbisogni sono pochi e che solo la Valle della Bevera è in grado di dissetare fino a 200.000 abitanti.
Perciò le chiedo se non ritiene opportuno, con “BUONSENSO”, valutare la possibilità di fermarne l’escavazione. Per lei è più importante cavare migliaia di metri cubi di sabbia o evitare di assetare una città e gli altri comuni idricamente interconnessi ai quali ASPEM, società che gestisce i pozzi in questa valle, fornisce acqua? Sono certo che i cittadini di tutti questi comuni le sarebbero riconoscenti tanto quanto lo sono stati in passato per gli atti di generosità della sua stimata famiglia. Non li deluda, non ci deluda. Ringraziandola dell’attenzione le porgo i miei più cordiali saluti. 
Roberto Di Giandomenico

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