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Caro Presidente “arriverà anche la serie A”

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9 giugno 2011

Egr. Direttore, Caro presidente
 
Il sogno, e la realta’
 
Domenica ci siamo svegliati tutti da un sogno. Un sogno straordinario durato almeno 3 stagioni.
Dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti: Ultimi in c2 a campionato ampiamente avviato, con serie possibilita’ di retrocedere.
Solo lo scorso anno a 15 minuti dalla fine dello spareggio con la Cremonese eravamo in C1 comunque orgogliosi del campionato fatto.
Abbiamo fatto con entusiasmo  l’abbonamento felici di poter vedere il nostro Varese in serie B con la speranza di una onorevole salvezza.
Ci siamo trovati a giocare i play off per la serie A dopo un campionato entusiasmante, con una squadra che si è fatta ammirare in tutta Italia per gioco, simpatia, dedizione.
Siamo molto soddisfatti.
Parliamoci chiaro, la serie A sarebbe stato troppo.
Troppo per la struttura societaria , troppo per lo stadio, troppo per l’organizzazione , troppo per il livello dei giocatori.
Parliamoci chiaro, troppo anche per il livello del pubblico. Con la squadra ai vertici in serie B, con un calcio spumeggiante, una provincia da 1 milione di abitanti portava allo stadio 4/5000 spettatori, e cio’ viene (a ragione) considerato un risultato sorprendente.
Ecco domenica il sogno si’ e’ infranto, ma l’impatto con la realtà non è stato duro, è stato comunque dolcissimo ed al di là delle aspettative.
Grazie a tutti, a chi se ne va, arrivederci.
Grazie doppio a chi resta ed è disponibile a rimettersi in gioco e ripartire.
Ecco, ripartire deve essere il nuovo verbo.
Dopo una cavalcata di 3 anni dobbiamo prendere fiato, riordinare le idee, e prepararci per quello che tra un paio d’anni potrebbe essere il grande salto, da farsi pero’ non in maniera arrembane, ma con una pianificazione che ci potra’ consentire di avere un progetto di lunga durata.
Dobbiamo ispirarci all’Udinese, o al Chievo.
Lavorare tantissimo sul vivaio cercarci i migliori allenatori e motivatori facendo diventare le giovanili del Varese il perno del calcio di tutta la provincia.
Coltivare i talenti, motivarli, lanciarli, e poi si cederli in cambio delle risorse per alimentare ancora di piu’ questo ciclo virtuoso.
In assenza di miliardari stupidi, disposti a investire cifre impensabili ed a indebitarsi, questa e’ l’unica strada.
Un gioco spumeggiante con giocatori fatti in casa che lottano per la bandiera deve essere il nostro scudetto. Guardate l’irrilevanza in cui e’ caduto il basket, ormai pieno di mercenari stranieri magari forti, ma senza un’anima.
Sono davvero cosi’ orgogliosi a Siena di questo dominio mercenario?
Quindi caro presidente, e caro staff: prendete fiato, ripartite a pianificare per il lungo periodo, investite sui giovani.
Ripartiamo con l’obiettivo di una comoda salvezza, ma con tanti talenti nuovi in squadra.
Lasciamo passare questa settimana turbolenta, vedra’ che il futuro sarà comunque radioso.
Posso immaginare il suo stato d’animo che ondeggia tra un sentimento di delusione, preoccupazione, rabbia, circondato da ingratitudine, e da tradimenti.
Ha Lei pero’ avuto il privilegio di guidare un gruppo ed una citta’ in questo sogno.
 Sono certo arriverà anche la serie A.
Alberto da Giussano

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