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Caro Rosati, voltiamo pagina tutti insieme

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12 settembre 2011

Caro Presidente,
le scrivo questa lettera perchè oggi è stato un giorno importante, un giorno che ha segnato una rottura definitiva con il passato. La Sua avventura con il Varese è iniziata ben 3 anni fa e fino ad oggi è stata ricca di gioie e soddisfazioni. Tutti qui a Varese Le siamo estremamente grati e Lei lo sa bene: erano anni (o addirittura decenni) che non si vedeva così tanta gente allo stadio come si è vista in questa prima stagione in serie B. Moltissimi tifosi si sono avvicinati da poco alla squadra per seguire le imprese di Sannino, le magie di Neto, le galoppate di Pisano.
Forse è per questo che ora, nel momento in cui non tutto va come si vorrebbe, nel momento in cui bisogna saper soffrire, noi non siamo in grado. Negli ultimi anni ci siamo abituati troppo bene. Abbiamo perso quella capacità di lottare e non mollare mai che da sempre ci contraddistingue. C’ero anch’io tra quelli che fischiavano e (perdonatemi il termine) si incazzavano a fine gara e un po’ me ne vergogno. La delusione non sta tanto nella sconfitta in sè, ma in tutta quella che è stata l’atmosfera del Franco Ossola questa sera: dopo una stagione fantastica come quella che è appena trascorsa mi aspettavo di vedere lo stadio pieno, colorato e festoso. Mi sono ritrovato, invece, in quel campo di provincia che era qualche anno fa, quando gli avversari non erano il Torino o il Livorno, bensì il Pergocrema o l’Ivrea, quando la curve erano chiuse e i cori echeggiavano sugli spalti deserti.
E la squadra non è stata da meno: zero grinta, zero iniziativa, zero voglia di vincere. Quelli di oggi saranno anche giocatori di un livello ben più alto, ma quando La Marca e compagni scendevano in campo si impegnavano al massimo dal primo all’ultimo minuto e, infatti, sia che vincevano sia che perdevano, ogni partita ricevevano gli applausi di tutti i presenti. E’ la prima volta che mi capita di sentire così tanti fischi e insulti nei confronti di squadra, allenatore e dirigenza.
Bisogna voltare pagina, e dobbiamo farlo assieme: squadra e tifosi. Dobbiamo aprire gli occhi, scrollarci di dosso (senza però dimenticare e prendere esempio) Sannino, Pesoli e tutto ciò che è passato e lavorare insieme per arrivare il più in alto possibile anche quest’anno. Solo così possiamo pensare di rimanere in Serie B ancora!
Con questa lettera non ho voluto accusare nessuno, ma tutti devono assumersi le proprie responsabilità: dai tifosi che non devono abbandonare la squadra al primo intoppo, all’allenatore che deve urlare dall’inizio alla fine della partita se necessario. Dai giocatori che, nel momento in cui scendono in campo, devono dare il 100% alla dirigenza che deve nominare persone di sicuro valore e affidamento.
Cordiali saluti
Guido Moroni - (Casciago Presente)

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