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Caserma e mondiali sono solo un esempio

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25 settembre 2006

Egregio direttore,
ringrazio il consigliere Mirabelli per l’attenzione e la sollecitudine con la quale ha ritenuto di rispondere alle perplessità da me esposte in riferimento alla caserma Garibaldi ed ai fondi destinati a Varese per lo svolgimento dei mondiali di ciclismo.
Mi compiaccio del fatto che anche il gruppo dei DS rilevi il pessimo stato della caserma, ma non condivido la corresponsabilità che egli attribuisce all’amministrazione comunale. Probabilmente abbiamo un diverso concetto della responsabilità, che mi sembra di capire egli trasferisca a piè pari dallo Stato al Comune. Infatti, mi risulta difficile condividere la tesi secondo la quale un immobile di proprietà dello Stato, sito sul territorio di Varese, lasciato in stato di abbandono e di degrado dallo Stato stesso, per essere sistemato debba essere acquistato alle cifre indicate dal consigliere, rappresentando un costo enorme, che il Comune ha fatto bene a non accollarsi.
La domanda che sorge spontanea a chi passa davanti alla caserma è: perché lo Stato pretende dai cittadini di Varese e provincia il pagamento di imposte e tasse, restituisce in servizi sul nostro territorio quasi nulla, non cura le strutture di sua proprietà, creando così un punto che favorisce spaccio, delinquenza, ecc. nel cuore di Varese, pretendendo poi che per eliminare questa situazione il Comune non abbia altra scelta che acquistare l’immobile stesso ai prezzi che il sig. Mirabelli ha indicato?
Non sembra un ricatto sociale?
Per quanto riguarda i trasferimenti di fondi per i mondiali di ciclismo, non ritengo le legittime richieste avanzate dalle amministrazioni varesine liquidabili come “un pianto greco”.
Non intendo certamente parlare per i sigg. Reguzzoni, Fontana e Binelli da lei citati, ma l’insistenza e la reiterazione con le quali gli amministratori chiedono quanto dovuto, sono sicuramente determinate dalla precarietà delle risposte ricevute negli incontri all’uopo effettuati.
Chissà perché quando dal nostro territorio si avanzano legittime e motivate richieste allo Stato, queste diventano subito sovversione o piagnisteo, mentre per altre zone l’elargizione arriva ancora prima delle richieste ed è sempre giustificata come sviluppo del territorio, investimento per l’economia, riparto di solidarietà, incentivo per lo sviluppo sostenibile e così via.
Non ritengo inoltre pertinente il paragone fatto con la città di Agrigento, in quanto, se per organizzare un mondiale di vela sono necessitati 15 milioni di euro, mi sembrano a questo punto pochi gli ex 30 milioni, ridotti a 22, per i nostri mondiali di ciclismo. Non sfuggirà che la sistemazione delle infrastrutture stradali e gli interventi correlati con un avvenimento di massa come i mondiali di ciclismo su strada, siano maggiori di quelli utili ad una competizione in mare.
Certamente condivido con il consigliere DS l’auspicio che il federalismo fiscale, unitamente al trasferimento di competenze dallo Stato alla Regione Lombardia avvenga nel minor tempo possibile.
Le carenze che si rilevano nelle vie di comunicazione in genere, nelle tutele dei prodotti dell’economia a dell’artigianato lombardo, dell’agricoltura ecc. dimostrano l’urgenza di fare in modo che siano la Regione e gli enti locali ad organizzare il proprio territorio ed i propri servizi.
Naturalmente il federalismo cui mi riferisco, non è quello che obbliga comuni e regioni ad imporre tasse su tasse per sopperire alle carenze dello Stato, ma una vera e propria autonomia in cui la Lombardia possa gestire i propri soldi e beneficiarne sul proprio territorio senza dover sempre elemosinare dallo Stato i soldi che non vengono restituiti, per poi sentirsi dire che si fanno “pianti greci”.
Seguirò con interesse le azioni che il gruppo dei DS a Varese e in Regione attiverà al fine di promuovere presso il governo l’accettazione dell’istanza presentata dal Governatore per il riconoscimento di quanto previsto dagli artt. 116, 117 e 119 della vigente Costituzione.
Dobbiamo renderci conto che lo sviluppo del territorio si può fare attraverso la valorizzazione e la promozione delle realtà locali, superando il vecchio concetto ideologico di destra e sinistra che si è visto essere fallimentare per il reale benessere del territorio.
La vera differenza la faranno le ragioni localistiche contrapposte alla concezione statalista, altrimenti di foglie di fico per coprire le vergogne e le mancanze dello Stato non ce ne saranno abbastanza!

Vanessa Prat

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