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Castellanza: un disboscamento incredibile passato sotto silenzio

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5 aprile 2007

Egregio direttore

solo poche righe per segnalare un fatto a mio parere di estrema gravità, accaduto a Castellanza nelle scorse settimane ed inspiegabilmente passato sotto il silenzio più totale.
Nessun interesse da parte dei mezzi di comunicazione, nessuna reazione politica sia essa verde, rossa, azzurra o arcobaleno, niente di niente se non il rammarico rassegnato di tanti comuni cittadini, che non si spiegano come mai una città possa essere privata di una consistente fetta del proprio “polmone verde” senza che nessuno muova un dito.

Il fatto: attorno al 15 di marzo, all’interno delle proprietà (private) ex-Cotonificio Cantoni vengono abbattute senza scrupolo varie decine di splendide piante d’alto fusto che fiancheggiavano (il passato è purtroppo d’obbligo) le rive dell’Olona. Alla faccia della Greenway, della valorizzazione dell’alveo, della coscienza ambientalista, del paesaggio e del buon senso.

La giustificazione ufficiale addotta dalle istituzioni (leggasi uffici Comunali ed Amministratori) da me interpellate in merito è la seguente:
«…l’intervento è stato effettuato a seguito di una ordinanza del Magistrato del Po. Egli infatti ha rilevato la pericolosità di alberi, peraltro privi da 30 anni di una adeguata manutenzione, che con il loro cedimento (già avvenuto in almeno un caso) potevano precipitare nell’alveo del fiume costituendo una pericolosa diga. Siamo oltretutto in una proprietà privata, dove quindi non possiamo accedere se non a seguito di una ordinanza del Magistrato».

Se ho interpretato bene, a seguito della caduta forse di un solo albero nell’alveo, il Magistrato non obbliga la proprietà (privata) ad eseguire la manutenzione colpevolmente “dimenticata” per almeno 30 anni, o meglio a studiare interventi conservativi volti a scongiurare il rischio di altri cedimenti; la “soluzione” è invece drastica: si abbatta tutto (ad occhio circa 80 alberi) e facciamola finita!!

Sinceramente sono senza parole e ho visto qualcuno, con qualche anno più di me, guardare la valle dal ponte di via Piave addirittura con le lacrime agli occhi.
Mi torna in mente quando da piccolo andavamo dalla mamma lamentandoci per un graffio ad un dito e lei scherzando rispondeva: dai, vieni qui che tagliamo la mano, così non senti più male! Lei scherzava… il Magistrato del Po purtroppo no.

E i nostri Amministratori? Muti e rassegnati hanno assistito a cotanto scempio senza muovere un dito: pare addirittura che qualcuno non ne fosse nemmeno al corrente.
Dicono di non avere voce in capitolo… un po’ come se i sindaci della Vallesusa, anziché mettersi in prima linea con i loro cittadini avessero detto: “Ci dispiace, ma la TAV ha deciso che deve proprio passare di qui…”.
Che tempi!

Roberto Cerini - Castellanza

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