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Cercare lavoro è già un lavoro a tempo pieno

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8 febbraio 2012

Pubblichiamo lo sfogo di una ricercatrice di lavoro in mobilità che, pur muovendosi su tre province (Varese, Milano, Modena) e pur avendo una discreta esperienza, è da quattro mesi a spasso: “Ma i figli, la casa, i conti, continuano a reclamare uno stipendio che non c’è”…
 
Stai cercando lavoro? Allora lo sai, le offerte somigliano a quelle del supermercato: prendi tre e paghi uno. Ovviamente, l’affare non lo fa mai il lavoratore.
Cercano, che so, un contabile. Benissimo, ma deve anche rispondere al telefono, aiutare il commerciale, e dare una mano ai venditori. Stipendio da secondo livello, laddove il secondo livello è il più basso.
 
Intanto, che tu abbia esperienza, che tu parli le lingue, che tu abbia dimestichezza con il pc, è cosa buona e giusta ma.. ci sarà sempre una cosa che, guarda caso, se l’avessi o la sapessi, farebbe di te uno più quotato.
Parli il francese? Bene, ma l’inglese? No? Eh, ma senza l’inglese…
Poi c’è tutta una serie di discorsi circa l’età: se sei giovane (e donna, massimo della sfiga) non va perchè potresti, sia mai, fare figli. Se non sei tanto giovane non va perchè vogliono la giovane (ma senza figli).
 
La flessibilità e la mobilità del lavoro erano direttive europee all’epoca dell’introduzione dell’euro. Nel paese dei furbi la flessibilità non è la messa in campo di strumenti di minore rigidità organizzativa. La maggior parte dei datori di lavoro la intende come la regalìa giornaliera di ore di lavoro a ufo.
Io la mezz’ora in più la regalo volentieri se non diventa la regola. Se diventa la regola, non è flessibiltà, è straordinario e va pagato.
 
Cercare lavoro è già un lavoro a tempo pieno tra siti da spulciare, curriculum da inviare, telefonate da fare, agenzie da visitare ed inserimenti dei c.v. nei vari "lavora con noi”.
Ma, aggirandosi nelle varie ricerche e tra i vari inserimenti, non sembra più di essere in Italia. Le offerte, la richieste, tutto di tutto, è in inglese.
Se ti chiedono le competenze, scrivono SKILL. Da non confondere con SKULL.
E, per "bella presenza", avremo BUON STANDING (una volta una candidata ha risposto con un civettuolo "grazie", pensando ad un augurio). A questo proposito ricordiamoci che in Italia puoi non avere skill, ma cessa, mai.
 
Ed ormai anche il lattoniere sotto casa vuole un impiegato che parli almeno due lingue. Sì, anche per mansioni per le quali non è necessario aprire bocca.
Ma vuoi mettere star zitto in inglese?

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