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Che fine ha fatto la capra “bianca”?

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11 aprile 2011

Egregio direttore,
domenica mi sono recato a Daverio per partecipare alla camminata non competitiva organizzata dalla FIASP. Mi è capitato un episodio che mi ha rattristato, perché pensavo che gli amici camminatori avessero più sensibilità per la natura e per gli animali. A metà percorso mi sono accorto che a 60 metri davanti a me correva tra altri camminatori una capra dal pelo bianco che probabilmente era scappata dal suo recinto, ogni tanto puntava qualche corridore. Mentre mi avvicinavo alla capra da dietro, ho notato che uno dei camminatori ha preso da terra un grosso sasso abbastanza grande da far male, gli ho chiesto cosa intendesse fare del sasso, allora ho raggiunto la capra e ho percorso qualche chilometro cercando di fermarla. Ho trattenuto la capra per un po’, poi ho dovuto lasciarla andare, lei davanti io dietro.

Abbiamo corso nei boschi per tre chilometri, io avvisavo gli altri camminatori dell’arrivo della capra. In tutto questo tempo i commenti dei vari camminatori erano rivolti a trasformare l’animale in pranzo pasquale o una cena con gli amici. Ho dovuto fare capire ai camminatori, che l’animale spaventato e fuori dal suo ambiente rappresentava un pericolo per se stessa e per gli altri, che se fosse transitata per strada avrebbe procurato qualche incidente. Infatti poco dopo siamo usciti dal bosco prendendo una strada asfaltata, io ho fatto segnalazioni evidenti con le braccia alzate indicando la capra all’automobilista che procedeva in senso contrario il quale per tutta risposta ci è venuto contro senza diminuire la velocità, mentre stava per investire la capra davanti a me ha sterzato bruscamente verso la sua sinistra evitando l’animale per una frazione di secondo.

Dopo 500 metri ho pensato che dovevo assolutamente fare qualcosa, ho raggiunto la capra l’ho fermata e tenuta per le corna, ho chiesto ad uno dei camminatori di recarsi presso una villa vicina a chiedere una corda. Fortunatamente la persona gentile della villa ci ha fornito la corda necessaria per legare la capra e ci ha detto che avrebbe chiamato il presunto proprietario dell’animale. Così con l’animale legato e una persona dell’organizzazione che la controllava a vista ho completato il mio percorso al ritorno a Daverio. Cosa voglio trarre da questo episodio, che a volte le persone sono troppo superficiali, mi aspettavo dai camminatori più solidarietà verso l’animale, mi aspetto che le persone capiscano di più le situazioni di pericolo, compreso l’automobilista che capisca che ha creato una situazione pericolosa.
Mi piacerebbe sapere attraverso varesenews se la capra “bianca” sia tornata dal suo proprietario e che infine “bianca” sia solo una capra di compagnia e che non finisca su qualche tavola per il pranzo pasquale.
Grazie per l’attenzione.

Felice Ferrazza - Gallarate

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