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Che le leggi elettorali siano importanti, lo sanno tutti

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27 maggio 2013

Egr. Direttore,
mentre incombe sul nostro Paese e sull’Europa una crisi economica spaventosa di cui nessuno è in grado di prospettarne la fine, nelle forze politiche si è riaperto il dibattito sulla nuova legge elettorale che credo con un po’ di buon senso si potrebbe trovare in poco tempo per modificare l’odiato o amato Porcellum..
Che le leggi elettorali siano importanti, lo sanno tutti. Quando il fascismo andò al potere, cambio subito la legge elettorale che da proporzionale diventò maggioritaria, con la legge Acerbo, cancellando dal nostro Paese democrazia e libertà per oltre un ventennio. E’ vero che il sistema proporzionale non garantisce una grande governabilità, ma non ha mai partorito nessuna dittatura.
L’attuale situazione politica è molta pericolosa con un PD molto debole e un po’ confuso, un PDL che ha chiare mire per trasformare il nostro regime democratico da parlamentare a presidenzialistico, e un M5S che sta alla finestra nella speranza dichiarata di vedere passare sotto i suoi piedi il cadavere del PD per porsi come unico interlocutore e avversario di Berlusconi.
E’ molto pericoloso e un po’ facilone la posizione di Matteo Renzi, oggi esponente di spicco del rinnovamento del PD, che ripropone pari pari la stessa legge elettorale per la elezione dei sindaci, attraverso il sistema del  ballottaggio, visto chi in tanti sposano il doppio turno alla francese. Ma qualcuno se lo immagina un ballottaggio tra Berlusconi e Grillo ? Non sarebbe solo il funerale del PD ma forse della stessa democrazia oggi molto traballante.
Per salvare il salvabile se non si vuole complicare la vita politica del Paese dove si presentano alle competizioni elettorali decine e decine di pseudo partiti, le proposte che si potrebbero a mio parere prendere in considerazione sono le seguenti:
Ritorno al sistema proporzionale con una soglia minima di sbarramento.
Premio di maggioranza alla coalizione di partiti che nel loro insieme hanno la maggioranza relativa e che si candidano quindi al governo del Paese. ( Un po’ come la legge truffa del 53)
Reintroduzione delle preferenze.
Elezione del Presidente del Consiglio direttamente dal Parlamento come avviene per i Presidenti di Camera e Senato, che non può essere sfiduciato  per un periodo minimo di almeno due anni. Un Presidente che nomina i ministri, non parlamentari, e che ovviamente può dimettersi di sua volontà.
Sfiducia costruttiva da parte del Parlamento come in Germania.
Tralascio poi altre cose come la questione del bicameralismo o della diminuzione del numero dei parlamentari o dei costi della politica che vanno tagliati, numero dei mandati, stipendi ecc. Non ho compreso poi la polemica strumentale di Grillo sul DDL per regolamentare la vita dei partiti, che se anche arriva con 60 anni di ritardo è la causa del degrado istituzionale, una legge che deve regolamentare in maniera ferrea, diritti e doveri degli iscritti, ma soprattutto trasparenza e rigore del loro finanziamento, regole serie per la presentazione delle liste ecc. ecc. Grillo non conosce la storia dell’Europa, eppure sono state la PERESTROIKA e la GLASNOT, che hanno prodotto il rinnovamento della Unione Sovietica, anche se quello che è arrivato dopo, è un pessimo modello, proprio perché è arrivata troppo tardi, come in Italia. Ma questo è un’altra storia. 

Emilio Vanoni

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