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Chi impugnò le armi dalla parte sbagliata

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14 gennaio 2009

Egr. direttore,
alcuni deputati hanno proposto di dare un assegno vitalizio a “tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della «bontà» della loro lotta per la rinascita della Patria”.
Ho qualche dubbio sulla faccenda.
Certamente la Repubblica di Salò non è stata la cosa migliore che potessero fare gli Italiani. Altrettanto certamente molti si arruolarono in buona fede, o per forza. Alla fine non saprei se convenga continuare a farne una questione di principio, o, dopo tanti anni, mettere una pietra su tutto.
Proprio il “dopo tanti anni” mi lascia perplesso.
Quelli che hanno combattuto per Salò nel ’45, visto che non risulta che si arruolassero bambini, oggi devono avere almeno 84 anni. Visto che la speranza di vita alla nascita per gli italiani è di 78,6 anni, che l’aspettativa di vita media di un nato del 1950 era di 63, possiamo presumere che per un nato nel ’20 fosse ancora più bassa e quindi ormai i reduci di Salò dovrebbero essere pochini.
L’esiguità del numero degli interessati mi lascia sempre più perplesso. Non riesco a togliermi di mente l’immagine della mano (PDL) che lancia un sasso (questione di principio ma ininfluente in pratica) in uno stagno (PD), provocando onde (chiasso sui media) ed intorbidando l’acqua (opinione pubblica).
Sarò il solito maligno, ma mi sembra proprio una tendina fumogena destinata distogliere l’attenzione da qualcosa o nascondere qualche altra cosa. Ho solo ipotesi su che cosa ci sia di mezzo.
Giusto per continuare a ipotizzare malignamente, non so che ruolo dare alla sinistra: c’è cascata, o ha collaborato coscientemente?

Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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