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Chissenefrega se Chiara disprezzava Morselli

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28 novembre 2008

Caro direttore,
intervengo nell’irrinunciabile dibattito sulla necessità di dedicare un premio a Guido Morselli a titolo personale, benché faccia parte del direttivo dell’Associazione Amici di Piero Chiara. Si possono tranquillamente leggere e apprezzare sia Chiara che Morselli, e chissenefrega se il primo disprezzava il secondo e/o viceversa. I dibattiti culturali andrebbero fatti soprattutto intorno alle opere, e sarebbe bello avessero sempre un certo spessore, senza provincialismi bassomimetici. Quanto a noi, dovremmo essere solo orgogliosi che a due passi dal Lago Maggiore o sotto il Sacro Monte qualcuno abbia scritto Un dramma borghese o La stanza del vescovo. Perché infatti la sola similitudine tra Guido e Piero è la varesinità, anche se penso che una certa considerazione della Morte, comune a entrambi seppure declinata in modi diversissimi e addirittura opposti, la dica lunga sul valore problematico della loro letteratura. Ma non sono un critico letterario, quindi lascio a qualcun altro la riflessione. Quanto al Premio Morselli, meglio un evento culturale in più che uno in meno. Solo mi chiedo se abbia senso disperdere risorse in mille rivoli, quando gli enti pubblici, a volte non per colpa loro, investono sempre meno in cultura.
Cordialmente

Mauro Gervasini dell’Associazione Amici di Piero Chiara

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