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Ci sta bene il cartello della Lega Ticinese

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19 ottobre 2007

Caro Direttore,
io trovo bellissimo il cartello della Lega Ticinese contro gli italiani che vanno lì a portare il loro lavoro e, spesso, i loro risparmi.
Ci sta bene.
E’ esattamente l’altra faccia dei manifesti della nostra Lega Lombarda che litiga con gli extracomunitari, ma anche con i terroni, ma anche con i romani e anche con la Liga Veneta.
Se non c’è limite alla stupidità umana, c’è almeno la legge del contrappasso per cui si è ripagati con la stessa moneta che si è spesa.
Facciamo la propaganda razzista?
Becchiamoci allora anche quella razzista contro di noi!
L’Italia, che tollera la Lega del “forza Etna” e la Lega che vorrebbe affondare i barconi di quei disgraziati che arrivano dall’africa, ha forse il diritto di dire qualche cosa contro i “morbidi” cartelloni svizzeri?
Siamo seri per favore!
E’ la teoria della difesa del “particulare” anzichè del bene comune che porta a questi risultati.
Se poi questi messaggi che fanno leva sull’egoismo e la xenofobia sono veicolati in modo volgare per darli più facilmente in pasto a un elettorato “sempliciotto” si ottiene un doppio risultato.
Perchè si devia l’attenzione del rozzo militante verso un nemico esterno o romano, in modo che non faccia caso a quello che fanno i suoi capi.
Ha perfettamente ragione il lettore che se la prende con la Lega ladrona.
Con quella Lega delle parole al vento senza nessun risultato, quella Lega solo capace di imbrattare i muri e attaccare manifesti, quella Lega che ha governato contemporaneamente per cinque anni in città, provincia, regione e stato e non ci ha dato altro che debito pubblico, aggravamento della crisi, licenziamenti e aumento della malavita.
Senza darci neanche un risultato positivo.
Quella Lega che tiene i fedeli del capo alla RAI, all’ANAS, all’ALITALIA e alla SEA senza far caso alla loro competenza, basta che ubbidiscano agli ordini.
Salvo poi frignare dopo che hanno mandato in bancarotta gli enti in cui erano stati parcheggiati.
Quella Lega che ha fatto questo schifo all’ospedale a Varese, quella Lega delle quote latte e quella Lega, infine, che si è addirittura mangiata i soldi dei militanti con la Banca del Nord.
Basta, per favore.
Spazziamo via i parolai e diamo il potere alle persone serie, che almeno hanno lavorato nella vita, che almeno sanno fare i conti e che non si fanno turlupinare con quattro beceri slogan vuoti e qualunquistici.

Roberto Macchi, Gallarate

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