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Cinque elettori alla ricerca di un partito

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8 febbraio 2018

Lettera aperta al Presidente della Repubblica.

Stimatissimo Signor Presidente,

non sa quanto siamo interessati a rispondere positivamente al suo appello per andare a votare il prossimo 4 di marzo.

Siamo cinque elettori alla ricerca di un partito che abbia un programma serio su cui far convergere il nostro voto. Allo stato attuale non riusciamo ad individuare nessun partito a cui dare il nostro consenso questo perché con l’apertura della campagna elettorale, quasi tutti i partiti fanno a gara a fare promesse elettorali irrealizzabili oppure cercano di far leva su paure e preoccupazioni per il nostro futuro, nella speranza di farci diventare tutti un po’ razzisti o xenofobi, al solo scopo di raccattare voti. Per queste ragioni ci rivolgiamo a Lei, perché abbia il coraggio di uscire dal suo comodo ruolo di semplice arbitro, assumendosi quindi la responsabilità di prendere parte attiva di quella COSTITUZIONE, cui Lei ha giurato fedeltà quando ha assunto la sua carica. Con queste elezioni, il nostro Paese è in una vera situazione di emergenza democratica. Questo è il programma che cerchiamo, per motivare il nostro voto. In caso contrario non sappiamo cosa fare:

LA COSTITUZIONE PRIMA DI TUTTO: Il nostro primo punto di riferimento è la nostra Costituzione scritta per mettere al centro LA SOCIETA’ DEL BENESSERE COMUNE, cioè il bene di tutti e che non va modificata ma realizzata per garantire i DIRITTI fondamentali: lavoro, sanità, istruzione, casa, trasporti efficienti e tutti i servizi indispensabili alle persone per vivere in maniera dignitosa. E i DIRITTI, sono tali perché garantiti a tutti e non possono essere affidati alle logiche di mercato che non ha la finalità del BENE COMUNE, ma solo fini speculativi, contrari alla nostra Costituzione. Il secondo punto di riferimento che noi vogliamo porre nel nostro documento programmatico, è l’enciclica di papa Francesco “LAUDATO SI” che insieme al bene comune ci esorta alla salvaguardia del creato, prima che il consumismo ci riduca ad essere considerati degli scarti da buttare nella immondizia. Questo perché l’aria, l’acqua, la natura, l’ambiente sono beni comuni da salvaguardare sempre, soprattutto per le nuove generazioni.

LA PACE SOPRA OGNI ALTRA COSA: il secondo punto del nostro programma è quello della pace. Troppe sono le missioni di militari fuori dai nostri confini camuffate da missione umanitarie, quando invece sono missioni di guerra in aperta violazione dell’art. 11 della nostra Costituzione. Scandalosa poi è la mancata adesione del nostro paese al trattato per mettere al bando le armi nucleari. I temi della pace sono poi connessi al dramma delle immigrazioni, con tutte quelle migliaia di persone cha scappano a rischio della loro vita, da situazioni di guerra, povertà, miseria e che cercano la pace in Europa. Il nostro paese per essere coerente ai valori della nostra Costituzione deve fare proprie le parole di Papa Francesco contenute nel documento della Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2018: ACCOGLIERE, PROTEGGERE, PROMUOVERE E INTEGRARE. Pensare di risolvere questi drammi delegando ad altri paesi, come la Libia, il compito di costruire veri e propri campi di concentramento finanziati con i nostri soldi e quelli dell’Europa, rappresenta un vero crimine contro l’umanità. Non basta nominare Liliana Segre Senatrice a vita se poi si tollerano questi crimini. Proponiamo inoltre che venga istituito il Ministero della Pace e che in quanto tale ribalti completamente l’idea che la guerra sia il solo mezzo di difesa.

LAVORO E OCCUPAZIONE: Il lavoro è la vera emergenza del nostro paese che non è risolvibile solo attraverso l’aumento del PIL, sapendo tutti che il mito della crescita infinita è semplicemente finito e in troppi casi questa teoria porta all’aumento dell’inquinamento e ai cambiamenti climatici che stanno distruggendo il nostro pianeta, con danni irreparabili per l’ambiente. Quello che serve è un patto di solidarietà tra imprese, lavoratori e sindacato che metta al centro il bene comune e che deve prevedere l’aumento delle investimenti pubblici nei servizi per aumentare l’occupazione, la diminuzione dell’orario di lavoro a 35 ore alla settimana, l’abolizione del lavoro straordinario. In una situazione in cui oggi il mercato e la globalizzazione selvaggia tendono a ledere i diritti fondamentali dei lavoratori, spetta al Parlamento tutelarli con leggi che regolamentino i trattamenti minimi salariali (Gratifiche, ferie, ecc.) soprattutto in quei settori dove è prevalente la mano d’opera straniera, che stabiliscano un rapporto da uno a cinque dello stipendio del singolo lavoratore in tutti i settori. Alla donna lavoratrice spettano tre anni di garanzia economica di maternità come avviene in alcuni paesi europei. La competitività in tutti i campi e in tutti i settori, non è un valore da perseguire, perché contrario alla costruzione della società del bene comune.  Chi gode di un qualsivoglia sussidio da parte dello Stato deve rendersi disponibile gratuitamente della collettività per lavori socialmente utili. Ne godrebbe lui stesso e la collettività. Vanno previsti sgravi fiscali per il part-time che consentano un maggior impiego di manodopera scongiurando i licenziamenti.

TASSE E SERVIZI PUBBLICI: nessuna diminuzione delle tasse o il taglio di questa o quella imposta. Chi propone il taglio delle tasse si rende responsabile della diminuzione dei servizi indispensabili per garantire i DIRITTI fondamentali alla persona. In questo quadro tutti i servizi pubblici non possono essere affidati al mercato ma avere una gestione pubblica perché sono beni comuni come l’acqua, la sanità, la scuola, i trasporti ecc. Il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività così come previsto dall’arti 53 della Costituzione.

IL CODICE DELLA STRADA: Le morti sulle nostre strade rappresentano un vero scandalo. Le statistiche parlano di 4000 morti all’anno, dove troppe volte a morire sono i giovani, i pedoni, vittime innocenti. Compito del Governo è promuovere una campagna di sensibilizzazione nazionale per ANDARE PIU’ PIANO, rispettare il codice della strada. In questo quadro proponiamo la diminuzione della velocità di 10 Km orari su tutte le strade portando a 40 Km. orari la velocità massima nelle strade urbane, 80 Km. orari nelle strade extraurbane e 120 Km. orari per le autostrade, il divieto di sorpasso nelle strade extraurbane e il divieto di sorpasso dei mezzi pesanti sulle autostrade. Va introdotta la norma che deve prevedere due autisti sui pullman e sugli autotreni che circolano sulle autostrade. Proponiamo inoltre l’introduzione obbligatoria dello studio del codice della strada nella 3° media inferiore e nella 3° scuola media superiore, con conseguente abolizione dell’esame teorico del codice della strada che è tutt’ora causa di corruzione nella pubblica amministrazione. Anche la patente a punti è stata un fallimento e va quindi abolita con sanzioni più severe a chi non rispetta i limiti di velocità, o chi guida sotto l’effetto di alcolici o di droghe.

LOTTA AGLI SPRECHI E AL CONSUMISMO: Il consumismo non può essere il motore di sviluppo della nostra economia e per queste ragioni va combattuto. Per legge va prevista la chiusura dei supermercati in tutte le domeniche e i giorni festivi. Serve una legge che regolamenti la pubblicità e limiti le spese della pubblicità al 3% dei costi complessivi delle imprese. Va vietata qualsiasi forma di pubblicità che produca un danno alla salute delle persone o danni irreparabili all’ambiente. Va limitata la pubblicità sulle televisioni e sulle radio, che si limiti la pubblicità ad un tempo massimo di tre minuti ogni ora, con esclusione delle sole televisioni di natura mercantile che fanno solo pubblicità dei prodotti commerciali. Serve una legge che vieti qualsiasi forma di pubblicità attraverso telefono e telefonini che oggi rappresentano una vera e propria violazione sistematica della privacy.

RIFORMA DELLE IMPRESE SOCIETARIE: va combattuta la prassi delle imprese a Responsabilità limitata, veicolo attraverso il quale si favoriscono le truffe a danno delle imprese oneste. Tutte le imprese devono essere responsabili del loro operato trasformandole in imprese a responsabilità illimitata. Va istituito un registro di qualità delle imprese oneste che certifichi dopo 10 anni di attività la loro correttezza nei confronti delle altre imprese, la puntualità nei pagamenti entro 30 giorni dalla data della emissione della fattura.

LOTTA ALLA CORRUZIONE E ALLA EVASIONE FISCALE: La corruzione, le imprese criminali e l’evasione fiscale sono le vere piaghe che frenano lo sviluppo del Paese. Nella lotta a tutte le organizzazioni criminali (mafia, camorra, ecc. ecc.) i mezzi messi a disposizione dallo Stato sono stati storicamente insufficienti. Troppi sono stati i magistrati lasciati soli nella lotta contro la criminalità e per questo morti da veri eroi. La lotta alla corruzione viaggia di pari passo alla lotta alla burocrazia. E’ la burocrazia la fonte principale della corruzione. Servono norme semplici, chiare per tutti, che devono mettere il singolo contribuente, soprattutto piccoli artigiani e commercianti, in grado di compilare da soli la propria dichiarazione dei redditi senza dover ricorrere a esperti in evasione fiscale. L’obbligo dell’invio digitale telematico delle dichiarazioni dei redditi è di fatto una ulteriore difficoltà burocratica tra contribuenti e apparati dello Stato. La Guardia di Finanza con l’Agenzia delle entrate devono essere messe in grado di combattere i grandi evasori. Va stabilita un’unica aliquota contributiva INPS- INAIL per tutti i lavoratori, in tutti i settori, compresi artigiani e commercianti. Spetta all’INAIL il compito e la responsabilità istituzionale per la formazione della sicurezza sul posto di lavoro che eviti gli infortuni. Sul dibattito apertosi sulla età pensionabile, noi riteniamo che il vero dramma è perdere il posto di lavoro quando non si è più giovani e nemmeno anziani per andare in pensione. Si deve promuovere il lavoro a part-time tre anni prima di andare in pensione. Possibilità di godere di agevolazioni fiscali e/o benefici di qualsivoglia natura solo se l’azienda si configura come azienda unica con sede stabile in Italia. Le multinazionali con sede principale all’estero e le controllate sono escluse.

LA GLOBALIZZAZIONE: I problemi apertasi con il fenomeno della globalizzazione sono tanti e complessi facendo nascere fautori del liberismo sfrenato in contrapposizione con il protezionismo. Lasciare alle logiche solo mercantili l’unico strumento del governo della globalizzazione è sbagliato. La globalizzazione va governata con accordi internazionali tra i vari Stati per garantire a tutti uno sviluppo armonioso delle singole economie. La globalizzazione non può essere sinonimo di abbandono dell’agricoltura nel nostro paese. Per questo l’agricoltura va tutelata dallo Stato incentivando in tutti i campi l’agricoltura biologica di qualità e il consumo dei prodotti agricoli alimentari a Km. zero. I terreni agricoli vanno tutelati dalle speculazioni edilizie preservando il terreno coltivabile, incentivando  recuperi edilizi o bonifiche di aree dismesse.

L’EUROPA: Le istituzioni europee sono profondamente in crisi. Troppi sono gli errori commessi negli ultimi decenni da aver trasformato l’Europa in un grande carrozzone traballante, priva di quei valori di pace e di solidarietà che avevano caratterizzato i padri fondatori. Troppi sono i paesi dell’Est europeo che hanno aderito solo per interessi economici nazionali, in contrapposizione poi con quei paesi della ex Unione Sovietica, con cui invece bisogna avere un rapporto di vera amicizia. Gravi errori commessi negli ultimi decenni, prima nella crisi della ex Jugoslavia e ora tra Ucraina e Russia che ha prodotto solo nuovi conflitti, portando solo morte, tragedie, distruzione e povertà in queste popolazioni. In queste situazioni l’Europa o è stata assente o addirittura complice con errori politici catastrofici. Carlo Cattaneo sosteneva 200 anni or sono che per portare una vera pace in Europa serve un grande progetto per la costruzione degli STATI UNITI D’EUROPA, Svizzera compresa. Praticamente siamo all’anno zero.

LA SCUOLA: Nella costruzione della società del bene comune la scuola, soprattutto la scuola dell’obbligo, ha una importanza fondamentale. E’ il luogo privilegiato dell’apprendere il sapere e della responsabilità. Il modello di riferimento è la scuola di Barbiana, la scuola di don Lorenzo Milani, scuola a tempo pieno vero dalle 8 del mattino al 18 di sera, per almeno 10 mesi all’anno, dal primo di settembre al 30 di giugno. Scuola del sapere condiviso con tutti, non quindi scuola meritocratica, dove il sapere è finalizzato al successo individuale ma al bene di tutti soprattutto gli ultimi, quelli che hanno maggiori difficoltà nell’apprendimento, con meno tempo per voti e registri, meno burocrazia sindacale e più formazione continua per gli insegnanti. Scuola aperta alla società che fa della memoria storica la base dell’insegnamento per evitare che l’onda lunga della indifferenza e dell’oblio diffonda nelle nuove generazioni nuove forme di fascismo, nazismo, razzismo e xenofobia. Scuola quindi aperta all’integrazione tra le diverse culture presenti nel nostro paese, introducendo come materia obbligatoria per tutti la storia di tutte le religioni. Scuola seria, impegnativa, ispirata dai valori sanciti dalla nostra Costituzione che difenda i giovani da quelle moderne tecnologie che rischiano di pregiudicare il futuro dei nostri ragazzi creando nuove forme di dipendenza. Scuola dove tutti gli operatori possiedono non solo autorevoli doti professionali, ma sono animati da grandi passioni, perché l’insegnare è una vera e particolare vocazione, dove il maestro, come a Barbiana, era accompagnato da un sincero amore per i propri ragazzi. Va quindi superata la contrapposizione scuola-famiglia: è evidente che dove il contesto familiare è carente, spetta proprio alla scuola il compito di superare le disuguaglianze presenti, valorizzando la figura del maestro di riferimento per ogni classe. Scuola quindi che nel contesto sociale diventa una vera comunità educante. Gli insegnanti potranno frequentare corsi di psicologia e pedagogia nonché un test attitudinale all’insegnamento. Nelle aree critiche a maggior rischio sociale potranno lavorare in equipe con psicologi ed educatori per garantire a tutti il diritto all’educazione con rapporti affettivi stabili.

SANITA’: Servono maggiori investimenti nella sanità pubblica, che garantisca un servizio sanitario gratuito a tutte le persone che risiedono nel nostro territorio. Compito dei medici di base è quello di coordinare meglio gli interventi specialistici, evitando sprechi ed abusi. Vanno rafforzate tutte le carenze che oggi manifestano le strutture di PRONTO SOCCORSO. Le visite specialistiche, devono essere garantite nell’arco temporale al massimo di 30 giorni.

CONCLUSIONI: Non tutte le questioni sono state toccate in questa lettera a cominciare dai ritardi epocali in cui opera la Giustizia e la Magistratura. L’andare a votare è certamente una cosa importante, ma per esercitare questo diritto-dovere è fondamentale che la politica e i partiti diano un segno di rinnovamento che in questi ultimi decenni è mancato totalmente. In caso contrario si rafforzerebbe l’idea che a governare il paese ci sia una sorta di casta capace solo di difendere i proprio interessi personali. Se c’è un pensiero che anima il nostro modo di agire è che tutti, facciano sempre il proprio dovere, dal Presidente della Repubblica al lavoratore più umile. Sarebbe una vera rivoluzione culturale. Non sappiamo Signor Presidente della Repubblica se vorrà rispondere alla nostra lettera o se troveremo qualche partito in grado di risponderci. Noi speriamo di avere risposte per consentirci di adempiere al nostro diritto – dovere di andare a votare. In fede:

Emilio Vanoni – Induno Olona

Fausto Landoni –Vergiate

Donatella Mecca – Cuasso al Monte

Mara Trombetta – Laveno Mombello

Domenico Monetti –  Malnate

PS: ulteriori adesioni possono essere inviate tel. al 338 5080020 o inviando una e.mail a emiliovanoni@libero.it

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