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Circolare ad Arcisate, tra nuove rotonde e cartelli

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12 dicembre 2013

Caro direttore,
il “circolare” fra le vie Dovese e Cantello ad Arcisate è passato dall’ingessatura alla fase di riabilitazione, infatti han segnato delle linee di mezzeria per il ripristino del doppio senso di marcia e aggiunto piante nell’aiuola ma permangono impedimenti ai pedoni e il senso unico con obbligo di tirar dritto, “a Y”, non potendo svoltare verso Velmaio; inoltre mi pare che le frecce dovrebbero essere a 45°, oltre che regolamentari, ma d’altronde sarebbero “sciocchezzuole” anche se non si chiede la Luna, mentre l’altro giorno han “smussato il cordolo giratorio di granito”, pur già su misura e stanno lavorando presso i piloni della luce.
Le limitrofe vie Visconti e Binaghetto sono a senso unico e il costruendo svincolo della strada di valle preclude “il raggiro” da sotto la collina; l’altra settimana a sorpresa è ricomparsa la fresa facendo un solco, ora sanato, all’altezza delle vie Luscino e S. Alessandro, fra l’altro sempre chiusa all’ex ponticello ma neppure più segnalato, il tutto in una cinquantina di m con il parcheggio della Chiesetta che dà il benvenuto ai manovratori, o la “buonanotte ai suonatori”, se il caso battezzandoli con “zerbino a pozzanghera”.
Intanto han messo dei paletti rifrangenti “sulle creste dell’onde” e pitturato di giallo i cordoli di granito, però già lustrati con il nero dei pneumatici, inoltre han tolto il supporto centrale, di finta gomma, della “coppa giratoria” con tanto di stemma; a riprova della “moda univoca” al centro di raccolta ora si entra con la CRS da Induno uscendo ad Arcisate con nuove giravolte, ma questa è un’altra storia per il bene del servizio “accomunato”, in territorio di Induno “per poco”.
“Tutto è bene quel che finisce bene”, basta che procedano a rilento ma con “il “regalo almeno per la notte di Natale”; a parte la prigionia dell’ingabbiata ferrovia, anche il “villaggio fantasma” di container per gli operai della Statale in zona industriale rimane desertico o antartico, altrimenti sarebbero morti di freddo, eppure era implicito che mai avremmo dovuto ritrovarci in questo “sStato”, disgraziato, sprovveduto, o imbalsamato. Guarda caso è la mia zona e ci tengo a dare un contributo, fino a prova contraria non trattandosi di un piccolo starnuto, colpo di tosse, o singhiozzo, non aspettando di essere mai interpellato o voci fuori dal coro nel mutismo quasi assoluto; tante grazie con un cordiale saluto.
F.to: uno qualunque per tutti.

Valter Abele Zaccuri

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