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Circolo del ridicolo

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15 aprile 2009

Caro direttore,

ricapitoliamo: esiste un potere, delegato dal popolo, che agisce per il bene comune. 
Esiste la libera informazione per controllare/criticare/denunciare fatti e misfatti del potere, quello vero (che sia un qualunque assessore o mr. Obama, poco cambia).  Esiste un’opinione pubblica che si forma un’idea del potere e decide, di tanto in tanto se è bene esercitato. In questo sistema ognuno fa la sua parte:  il potere agisce, l’informazione controlla e critica, il popolo giudica. Se, per assurdo, l’informazione si sostituisse al potere, avremmo un ‘aberrazione. Se il popolo si sotituisce al potere abbiamo una rivoluzione. Se il potere si sotituisce all’informazione muore la libertà.
 
E’ quest’ultimo il caso italiano? No, evidentemente.  E’ questa la tentazione di chi è oggi al potere? Si, con tutta evidenza.
Le parole del premier contro Santoro non sono come quelle della della signora Roberta, non hanno lo stesso peso e significato, poichè a queste segue al massimo la lettera di un altro lettore, a quelle del premier segue un provvedimento disciplinare del direttore rai (rai, non mediaset, capito?). La storiella che anche chi critica può essere criticato e perciò a criticare chi critica il critico si commette abuso di critica, può servire come scioglilingua, ma non spiega le cose come stanno. Chi comanda ha un solo mezzo per reagire alle critiche: dimostrare il proprio ben agire, far valere le proprie ragioni, ma non può definire fazioso (intollerante) o ‘criminale’ chi critica. Men che meno può minacciare o addirittura censurare. Così funziona una società libera. E del resto ve lo vedete un Gordon Brown attaccare la BBC? E perchè noi accettiamo che un Silvio B. attacchi la Rai, un  giorno sì e l’altro pure?
 
Saluti cordiali

Ismaele

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