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Colle di Biumo, il pubblico senza diritto di parola: non è giusto

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7 aprile 2009

A volte i casi sono strani…..è curioso come si possano organizzare assemblee pubbliche, in verità ben poco pubblicizzate e conseguentemente poco partecipate, nelle quali non è previsto che il pubblico possa intervenire.
 
La grottesca risposta, accompagnata da un sorriso rassicurante, viene dal politico di turno, nel caso in questione autorità regionale, che spiega con fermezza al cittadino che il suo ruolo è quello di stare zitto. Certo il sorriso bonario vuol lasciare intendere che non ci sono preclusioni ad ascoltare opinioni ma, malauguratamente, non è la sede adatta.
 
Sto raccontando le impressioni avute all’incontro tecnico sul progetto per il colle di Biumo che si è tenuto come stabilito dalla procedura partecipativa indicata dalla legge regionale.
 
La presentazione è stata riservata ai promotori dell’accordo di programma.
 
Mi chiedo che bisogno ci fosse di organizzare un incontro in uno spazio pubblico per trasmettere gli atti ad altri enti amministrativi che dovranno in seguito fornire le loro valutazioni.
 
Gli Enti interessati sono ARPA e ASL che in effetti erano rappresentati in sala mentre la Soprintendenza, storicamente sotto organico, o forse poco interessata vista la fine che fanno i vincoli, era del tutto assente. Questi Enti di controllo, sulla cui competenza nessuno può avere dubbi, dovranno valutare la documentazione fornita da altri Enti regionali, sarebbe curioso, bizzarro e mi permetto di dire improbabile (fino a prova contraria) che si trovassero a contraddire quanto così esaustivamente dimostrato.
 
D’altronde si sta parlando di un intervento che non ha nulla a che vedere con il disegno della città, con il futuro dei cittadini, con aspetti di funzionalità e fruibilità del territorio, con aspetti culturali e storici che senza dubbio sono parte del patrimonio collettivo al quale si mette mano.
 
Nulla di tutto questo.
 
Mi verrebbe da dire….visti i presenti …..BASTA LA SALUTE! (il paio di scarpe nuove è ormai un costoso optional)
 
L’obbiettivo dell’incontro è chiaro: i firmatari dell’Accordo di Programma, Camera di Commercio, Comune di Varese, Provincia di Varese, Regione Lombardia e F.A.I. sostengono l’esclusione del progetto dalla Valutazione d’impatto Ambientale o comunque dalla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) argomentando una teoria di considerazioni che definiscono del tutto irrilevante, rispetto ad una procedura di verifica, l’intervento.
 
Per pura informazione è curioso leggere quanto dichiarava tempo fa l’Assessore competente: 
 
http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=59075
 
In ogni modo deciderà la Regione, mi pare di capire, che peraltro ha sottoscritto l’accordo. Comodo, non si perde tempo, se non lo stretto indispensabile, è la storiella del Controllato-Controllore!!!
 
Capisco la prima, meno gli altri ed ancor meno il FAI.
 
Vero è che la Valutazione d’Impatto (VIA o VAS che sia) può essere strumento adattabile a qualsiasi ipotesi ed in effetti è ormai patetica la frequente richiesta da parte dei cittadini che invocano l’utilizzo di procedure di verifica pensando che queste possano in qualche modo garantire l’opportunità e la qualità degli interventi.
 
A loro non sfugge che la ratio del legislatore fu quella di porre il cittadino al centro dell’attenzione e perciò la procedura si legittima attraverso la partecipazione e afferma l’impegno alla formazione del consenso come aspetto di legittimazione delle decisioni assunte e come fondamento di una democrazia matura ed evoluta.
 
Sanno anche, i cittadini, che altro concetto fondamentale di una Democrazia è quel che si definisce Trasparenza che però non è quella caratteristica peculiare dei materiali traslucidi che spesso si percepisce negli occhi dei politici quanto l’impegno a garantire ai cittadini occasioni di verifica e controllo dell’attività dei decisori.
 
Questo concetto è forse chiaro ai cittadini e ad una sparuta parte delle forze politiche quando rappresentano l’opposizione.
 
Sull’impegno alla coerenza quando dovessero cambiare le posizioni è meglio stendere un pietoso velo.
 
D’altronde le eventuali osservazioni potranno pervenire entro 15 giorni……. Pasqua compresa.
 
Ma state tranquilli, tutto è sotto controllo!!! E il futuro di Varese in buone mani!
 
e poi……….. BASTA LA SALUTE.
 
Giovanni Ravasi

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