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Colombo (Fi) e Molinari (Pd) difendono il cardinale Tettamanzi e criticano la Lega

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19 gennaio 2009

Egr. Direttore,

le scriviamo a due mani, dopo qualche giorno, per evitare di cadere nella facile strumentalizzazione e dopo aver riflettuto sull’opportunità di rendere pubblico il nostro pensiero.

Siamo cattolici impegnati da alcuni anni in politica e nelle istituzioni locali, ora, anche con responsabilità di partito nella nostra città.

Militiamo su fronti diversi, ma il rispetto umano, non è mai venuto meno.

Giovedì 15 gennaio eravamo entrambi presenti al Collegio De Filippi ad ascoltare il Cardinale Tettamanzi.

Ci siamo andati come cattolici, ma anche come varesini impegnati nell’esercizio di quella che papa Paolo VI ha definito “una maniera esigente di vivere la carità”, nell’esercizio, quindi, delle nostre funzioni di politici.

Dobbiamo sinceramente scrivere che le parole del Cardinale ci sono apparse in stridente contrasto con quanto abbiamo incontrato sulla via che conduce al collegio.

Lì uno sparuto gruppo di militanti di un partito ha manifestato con striscioni la sua contrarietà all’Arcivescovo di Milano.

E, prima ancora, su alcuni mezzi stampa erano apparsi, nel pomeriggio, comunicati, da parte di amministratori del nostro comune, di sostegno all’iniziativa politica di queste persone.

Tutto questo ci lascia sconcertati, perplessi e preoccupati. Siamo sconcertati perché noi crediamo nella sobrietà dei gesti e delle parole. Crediamo che chi fa politica debba sempre tener conto degli effetti delle proprie azioni. Crediamo che la moderazione debba essere un metodo ed uno stile della politica e dei politici.

Crediamo che la voce della Chiesa e dei suoi Pastori debba potersi levare sempre alta e senza alcun timore in piena libertà.

Siamo perplessi perché quello che abbiamo visto è una ferità non solo per i cattolici, ma anche per chi pensa che la fede non debba essere strumento di lotta politica. E perché il senso di ospitalità della nostra città e dei nostri concittadini è stato sminuito.

Siamo preoccupati perché vediamo ogni giorno, anche da questo isolato gesto contestatario, che la “dottrina sociale della chiesa” è vista, da alcuni, come una cosa da “preti” e superflua e non, invece, come carne viva di quell’umanesimo popolare cristiano proprio delle terre di S. Ambrogio.

Siamo preoccupati perché quello che è accaduto ci porta a percepire sempre più come il nostro Paese abbia a dover affrontare una vera e propria “emergenza educativa” anche in politica perché, la politica, dopotutto, è lo specchio del Paese anche nelle sue contraddizioni.

Ecco perché ci riconosciamo pienamente nelle parole del Cardinale: “sobrietà come stile di vita, la sobrietà come una via privilegiata che ci conduce alla solidarietà, sobrietà come valore sociale e comunitario.” E perché a lui confermiamo la nostra stima e la nostra solidarietà.

Aldo Colombo
segretario cittadino F.I.

Roberto Molinari
Segretario cittadino PD

Roberto Molinari e Aldo Colombo

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