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Come abbattere le sequoie e i baobab della politica

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1 settembre 2011

Egregio direttore,
   abbiamo visto e constatato che i “big” della politica non si curano del parere e delle indignazioni di noi comuni cittadini (loro elettori e non) e continuano imperterriti nel loro arrogante modo di governare. Non ascoltano nemmeno i loro gregari di partito, nonché Amministratori di Enti Locali: Presidenti di regioni e di province, Sindaci, Assessori e Consiglieri che hanno contestato in vari modi questa bislacca, vacanziera, manovra finanziaria.
 Con la proposta della supertassa per i redditi alti e altissimi ci eravamo illusi che i “lupi” si fossero santificati, che un barlume di scienza e coscienza fosse balenata nella mente cervellotica dei nostri governanti, ma l’abbaglio è stato di breve durata.   Difatti con l’ultima riforma della riforma (scommetto che non sarà l’ultima) è stata abolita la decisione che, più di ogni altra, la maggioranza degli Italiani si aspettava.   Inoltre i nostri “cervelloni” hanno ignorato e disatteso per l’ennesima volta l’art. 53 della Costituzione: < Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro “capacità contributiva”. Il sistema tributario è informato a criteri di “progressività” >.
   Ciò che stupisce maggiormente è il fatto che la supertanssa, o contributo di solidarietà, sia stata tolta senza che ci fosse stata alcuna alzata di scudi, indignazioni o discussioni di sorta da parte di chicchessia. D’altronde vorrei vedere chi di coloro che hanno un reddito alto e altissimo avrebbero il coraggio o la faccia tosta di lamentarsi o di replicare.  Oppure devo pensare che è stato sufficiente che alcuni di questi nababbi abbiano espresso per le vie brevi il loro disappunto ai nostri Governanti.
   Questi reggitori, che si sentono “sequoie e baobab” della politica ignorano le attese dei cittadini perché, anche se eletti, non si ritengono dipendenti degli Italiani come tutti dicono ma, in realtà, sanno di essere dipendenti delle segreterie e degli alti dirigenti dei partiti politici che li hanno inseriti nelle liste per essere eletti.   Quindi sono questi i veri fautori della politica, quelli che tirano i fili e che comandano tutti su tutto.
    Lungi da me l’obiettivo di abbattere i meravigliosi e più longevi alberi, propongo invece la rimozione ovvero la sostituzione, con nuove leve, di coloro che sono attaccati e incollati alle poltrone di Governo e Parlamento. Ma come abbatterli ? Visto che con la legge attuale le consultazioni elettorali sono una farsa occorrerebbe togliergli la linfa vitale, quindi le radici.           E chi è che rappresenta il “liquido che scorre nei vasi linfatici” dei partiti ?  Sono i gregari dei partiti e quegli Amministratori di Enti Locali, anche appartenenti agli stessi partiti di Governo, che hanno recentemente protestato contro le succitate malefatte.  Soltanto loro, forse, potrebbero farsi sentire dai “padri – padroni” della politica e se non vengono ascoltati, ed hanno coscienza, dovrebbero rimettere le tessere e abbandonare il partito, a meno che non ambiscono a poltrone più in alto o, con le loro contestazioni, stiano effettuando una farsa per mantenere contento il loro elettorato. Penso anche che se hanno amministrato bene, pur abbandonando il partito di appartenenza, verrebbero premiati e rieletti dai cittadini anche in una formazione civica. 
Desidero infine sottolineare una considerazione: Non ricordo sia mai capitato nella storia della Repubblica Italiana che il Governo venisse contestato dai propri adepti, come è successo ora. E’ tutto dire !
Martino Pirone - Arcisate

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