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Come ridurre l’evasione fiscale

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6 settembre 2011

Egregio Direttore,
 non sono un economista (ma tanto anche gli economisti ne dicono tante, chi una cosa e chi un’altra, talora anche opposta) ma ugualmente mi sia consentito portare all’attenzione dei suoi lettori qualche proposta (non certamente nuova, ma che vale la pena di riproporre in questo difficile, o meglio tragico momento della vita politica ed economica nazionale) che ritengo condivisibile in merito al problema della riduzione della EVASIONE FISCALE, che nel nostro paese ha assunto dimensioni allarmanti favorendo solo le rendite finanziarie e parassitarie, togliendo linfa vitale agli investimenti produttivi, riducendo lavoro e occupazione e allargando vistosamente la forbice tra ricchi (o meglio straricchi) e poveri. Le proposte veramente incisive in pratica, a mio modesto avviso, si riducono a due:
O rendere qualsiasi spesa (anche un gelato, per intenderci) deducibile interamente dall’imponibile IRPEF, aumentando contemporaneamente di uno o due punti l’IVA , rimborsandola in misura inversamente proporzionale al reddito ai soggetti con entrate annue inferiori ad un certo livello (da stabilirsi, per esempio a 18 o 20.000 euro netti/anno), in modo da incentivare il rilascio delle ricevute fiscali ed ottenere un duplice vantaggio per le casse dello Stato: far aumentare sia l’imponibile IRPEF, e quindi la tassazione diretta, per coloro che ora evadono, sia il gettito derivante dalla tassazione indiretta e dall’IVA ; ne deriverebbe oltretutto una contemporanea migliore perequazione dei redditi tra le varie fasce dei contribuenti (nell’ottica di una maggiore giustizia sociale da tutti invocata ma finora mai realmente cercata).    
O, soluzione più drastica e meno facilmente aggirabile, abolire la circolazione del cartaceo (mantenendo eventualmente solo le monetine fino a 1 euro (= a circa 2000 delle vecchie lire) obbligando tutti al pagamento con carte di credito o assegni bancari o altri sistemi on-line facilmente rintracciabili, con rilascio di relativa ricevuta fiscale, in modo da rendere più difficile l’evasione. Anche in tal modo si potrebbe sicuramente limitare notevolmente la pratica diffusa del mancato rilascio delle ricevute fiscali che tanto danno porta all’erario e in definitiva a tutti noi.
 Per la grande evasione (di Società, Imprese ed Enti vari) resteranno comunque sempre indispensabili i controlli da parte degli organi competenti dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato (che potrebbero anche essere incentivati con opportuni premi di produttività).
Quanto alla ELUSIONE FISCALE questo è un altro grosso problema, che potrebbe essere risolto o almeno riportato entro limiti ragionevoli se vi fosse la “volontà politica” di affrontarlo, volontà che mi pare purtroppo manchi a questo governo.
Gradirei un commento da parte di lettori più competenti di me al riguardo.   
Cordialmente          
                                                                    
Giovanni Dotti

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