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Contraddizioni e dicotomie

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21 dicembre 2013

Egregio Direttore,
il bailamme che in questi giorni sta animando le discussioni di politici, amministratori locali, giornalisti, economisti, politologi e Cittadini di tutte le estrazioni sociali è l’argomento che riguarda gli emendamenti del Governo relativi all’installazione ed uso delle slot machine.
Questo “misfatto” può benissimo essere accodato alle altre dicotomie (divisione di un concetto in due altri tra loro contrastanti) della politica italiana, come le discordanza sul fumo, sui carburanti e sull’utilizzo delle energie alternative che ho descritto nella mia lettera del 1° marzo 2010, che qui di seguito propongo pregandoLa di pubblicarla. La ringrazio e porgo distinti saluti ed auguri di Buone Feste a tutti.

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«Da un bel po’ di tempo penso e rifletto su alcuni appelli che spesso alcuni nostri benpensanti Ministri lanciano al popolo italiano. Ho notato che se tutti i cittadini dovessero ascoltare un Ministro, per raggiungere un collettivo e determinato obiettivo giusto, si andrebbe a rovinare il programma e l’obiettivo che si prefigge un altro Ministro.
Sarebbe pertanto utile anzi indispensabile che valutassero congiuntamente i vari aspetti di un problema e poi lanciare un appello univoco, senza lasciare noi come “color che son sopesi”.
Il Ministro della salute, giustamente, anche tramite luminari della scienza medica, invita a non fumare, per la salute del cittadino e per l’enorme spesa sanitaria conseguente le gravi patologie che il fumo comporta.
Nella favorevole ipotesi che tutti ascoltassero l’invito a non fumare, cosa direbbe il Ministro dell’Economia, giacché verrebbe a mancare un’entrata per l’Erario di tal entità da mettere in crisi il bilancio dello Stato ? Qual è il rapporto tra il risparmio delle spese sanitarie e le minori entrate per il mancato commercio delle sigarette ? Non è dato sapere.
Il Ministro dell’ambiente ed altri, giustamente, invita i cittadini ad usare i mezzi pubblici per ridurre il consumo dei carburanti e diminuire il più possibile l’inquinamento atmosferico.
A parte il fatto che rimane oltremodo difficoltoso per i cittadini, nonostante ogni buona volontà, poter seguire tale invito, visto la mancanza ed inefficienza dei servizi di trasporto pubblico, anche in questo caso mi domando cosa direbbe il Ministro dell’Economia se fosse ridotto sensibilmente il commercio dei carburanti?
Lo stesso dicasi infine per l’eterno, discusso, amletico problema riguardante l’utilizzo serio, reale e veritiero delle fonti d’energie alternative: solare, eolica, geotermica, idraulica.
Il motivo è sempre e soltanto, anche se ufficialmente non lo dicono, quello di non ridurre le ingenti entrate all’Erario derivanti dal consumo del petrolio.
I signori Ministri, non soltanto questi ma anche quelli del passato, non vogliono capire che i conti li devono pareggiare non con i proventi delle sigarette, la benzina ed il petrolio in genere, ma principalmente riducendo sensibilmente le spese della Pubblica Amministrazione (tagliare alla grande) ed una vera ed efficace lotta all’evasione fiscale (vedano lor signori i modi). Ove mi sbagliassi sono pronto a chiedere scusa. Un cordiale saluto.

Martino Pirone

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