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Contro l’evasione, il quoziente famigliare

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14 settembre 2011

Caro Direttore,
sono, come penso tutte le persone di buon senso, esterrefatto dal comportamento della “politica” di fronte alla crisi epocale che stiamo vivendo.Non voglio dilungarmi su quanto è stato fatto, sui provvedimenti basati sulla politica dell’annuncio, sull’isteria e l’approssimazione dei parlamentari e ministri sugli interventi che si dovevano fare: molto è stato scritto da Lei e da tanti suo colleghi.
Devo dire, comunque, che in questo succedersi di provvedimenti, centinaia affermati, poi smentiti, poi riproposti… ed oggi fatto fatica a ricordarmi quello che è stato effettuato, ma mi ristudierò la manovra dopo l’approvazione in parlamento, ho provato anche gioia nel leggere e ascoltare la frase: lotta all’evasione fiscale e delle interpretazioni, in proposito sia della cosiddetta “stampa specialistica” sia, in alcuni casi, degli “addetti ai lavori”, che spessissimo si riempiono la bocca dicendo che bisogna fare le riforme strutturali.Gradirei, però, che questo mio intervento avesse un taglio assolutamente costruttivo e reale, vorrei fare una proposta. Che tra l’altro è stata anche fatta su base comunale nel Comune di Cassano Magnago in fase di predisposizione del bilancio comunale.
 
È fuori dubbio che il problema principale è l’evasione fiscale,le statistiche parlano di un ammontare per oltre 100 miliardi l’anno. Lei si ricorda l’epoca del proibizionismo negli USA: tanto più si cercava di reprimere, tanto più il commercio proibito fioriva e prosperava, quindi anche chi si occupa di questi argomenti quotidianamente per combattere l’evasione fiscale nel nostro Paese, dovrebbe fare molta attenzione alla strada che si decide di intraprendere per combattere questo batterio…Invece in Italia in campo fiscale: i Ministri cercano di inventarsi strumenti sempre più arzigogolati e sempre più inutili per contrastare i perfidi evasori, fra redditometro, spesometro, studi di settore, scontrini telematici e chi più ne ha più ne metta. Con quali risultati? Risposta facile: zero. Salvo considerare un successo l’aumento di riscossioni di Equitalia SpA basato in realtà su strumenti di coercizione di dubbia legittimità.Occorre aumentare la base imponibile e qual è la soluzione?
 
La soluzione, in campo IRPEF, è il conflitto di interessi tra chi vende e chi compra, sia un bene sia un servizio. Liberalizziamo la deducibilità dei costi sostenuti dalle famiglie per vivere, così come avviene in legislazioni fiscali di altri importanti Paesi (USA su tutti). Caro direttore, ho parlato di famiglie: è ora di introdurre il quoziente familiare, la famiglia deve essere il soggetto che deve essere tassato ai fini IRPEF. Basta attribuire a ogni famiglia il codice fiscale a cui collegare una tessera elettronica o card, dotata di chip, che memorizzi tutte le spese sostenute dal nucleo familiare. Poi deciso come classificare le varie spese per macro-categorie e quale percentuale di deducibilità attribuire a ciascuna categoria (che però deve essere alta, non sotto il 40-50%). Tutte le spese devono essere contabilizzate sulla “tessera fiscale”, che alla fine dell’anno potrebbe essere letta da noi dottori commercialisti o da uffici dell’Agenzia stessa per il calcolo della tassazione e la conseguente “Dichiarazione del reddito familiare”. Direi di una semplicità mostruosa e in grado davvero di creare contrasto positivo tra chi vende e chi compra, in un sistema dove l’evasione sarebbe davvero difficile da fare, perché tutti avrebbero interesse a “scaricare” (per usare un gergo molto diffuso) le spese, vi sarebbe uno stimolo ai consumi di cui abbiamo tanto bisogno, si introdurrebbe un sistema molto più equo di quello attuale, si recupererebbe imponibile IVA, si potrebbero ridurre le aliquote, il cuneo fiscale così importante per la competitività del sistema paese, e così via.
Chiaramente, per ragioni evidenti, ho dovuto sintetizzare molto la mia idea, ma l’ossatura per descriverla alle persone penso sia molto chiara. Con la speranza che il suo interessante e da me sempre letto strumento di informazione, sia interessato ad un semplice pensiero come il mio. Buon lavoro
Nicola Poliseno, assessore del Comune di Cassano Magnago

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