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Cordì: “A me interessa discutere del centrosinistra da costruire”

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20 giugno 2011

Caro Direttore,
scrivendo la lettera del 17 giugno non avevo alcuna intenzione di alimentare una polemica che si trascina ormai da troppo tempo e con toni, spesso, sopra le righe. Però, visto che qualcuno insiste a travisare mi corre l’obbligo di puntualizzare alcune cose.
 
Penso sia interesse di tutto il centrosinistra e del PD innanzitutto, spostare la discussione dalla questione
del capogruppo agli impegni che attendono la nostra coalizione nei prossimi mesi. Questo era il senso
della mia lettera e tale rimane. La mia critica era chiaramente rivolta a chi, prima e dopo l’elezione del
capogruppo del PD, ha riempito blog e giornali di commenti velenosi e denigratori. Un metodo di lotta
politica (da qui il riferimento alla “ guerra per bande”) che considero ripugnante a maggior ragione
quando viene celato dietro l’anonimato! Tutto questo non ha nulla a che fare con la libertà di critica e
di espressione. Perciò non capisco come si possa travisare un semplice invito alla redazione a cestinare
commenti offensivi e, ribadisco, anonimi in una presunta “pretesa di censurare chi non la pensa come
me”. Si tranquillizzi ”Giorgio” non ho né i mezzi e – ciò che più conta per me – neppure la vocazione per imporre o invocare censure nei confronti di nessuno.
 
Quanto alle affermazioni del Sig. “Bruno Nicora” che si permette di definire “indegno” l’argomento da
me usato sul ruolo di Luisa Oprandi, lascio ad altri di giudicare la dignità dei suoi toni. Sorvolo anche
sull’accusa di politichese, quasi divertente quando viene detta da uno che poi parla di “sintesi incarnata”.
 
Per rispetto dei lettori invece mi corre l’obbligo di ribadire che il ruolo di “guida politica della
coalizione” in sede istituzionale non esiste. Chi ha assistito alla prima seduta del Consiglio ha sentito
parlare di presidente del consiglio, sindaco, assessori, gruppi, capigruppo, commissioni consiliari e nulla
di più. Nella mia lettera precedente ho semplicemente riportato questa elementare verità in risposta a chi, facendo finta di non capire, ha cercato di barattare un ruolo inesistente con uno reale.
 
Ciò che invece mi sta più a cuore è discutere della coalizione di centrosinistra e dei suoi compiti futuri.
E’ mia convinzione (e dal 30 maggio lo sostengo apertamente in ogni sede, pubblica o privata che sia)
che l’esito del ballottaggio consegna al centrosinistra varesino compiti e responsabilità inediti.
Noi di SEL, insieme a IDV, V&L, PD e Luisa OPRANDI abbiamo affrontato e condiviso una bella
avventura. Ma la sfida non è finita il 30 di maggio, anzi il risultato delle comunali e, aggiungo, lo
stesso esito dei referendum, obbligano tutti noi a costruire una opposizione di tipo del tutto nuovo.
Per fare questo bisogna uscire dagli schemi tradizionali di partito o di gruppo. Penso cioè ad un
lavoro permanente, ampiamente partecipato e trasparente, che dia solidità e concretezza al progetto
presentato in campagna elettorale. Penso ad una opposizione che fa la sua parte a Palazzo Estense e,
contemporaneamente, definisce autonomamente la sua agenda e il suo ordine delle priorità in stretto
rapporto con la Città reale, quella dei cittadini, delle associazioni, dei rioni.
 
Di tutto questo vorrei si discutesse – anche in questo spazio – con spirito aperto e propositivo perché
nessuno ha in tasca ricette miracolose. In questo percorso, infine, anche le domande strumentali di questi giorni sul ruolo di Luisa Oprandi nella coalizione non avrebbero più senso perché sarebbe evidente a tutti che non di “incarico” si tratta, ma della prosecuzione di un compito che ha già svolto egregiamente in campagna elettorale.
 
Cordiali saluti
Rocco Cordì, consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà

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