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Cosa c’entrano le radici giudaico-cristiane?

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14 aprile 2007

Egregio Direttore,
ho letto la lettera del Sindaco di Busto Arsizio che esprime solidarietà a Magdi Allam.
Mi sembra giusto e penso che qualsiasi persona di buon senso e in buona fede possa associarsi, in questo come in ogni altro caso, alla condanna di ogni gesto di intolleranza (ed anche l’irrisione è subdola forma di intolleranza).
Quello che non capisco, però, è il successivo collegamento – che mi sembre molto forzato se non addirittura improprio – con le “radici giudaico-cristiane” dei bustocchi.
Mi sembra, questa, una piccola ossessione (certo non pericolosa) che fa il paio proprio con l’ossessivo e maniacale antiamericanismo del vignettista Vauro.
Sono – a ben guardare – due facce della stessa medaglia, con la monotona ripetizione di ritornelli che, proprio per questo, perdono progressivamente di valore e significato.
E’ un gioco delle parti dove tutto è bianco o nero senza sfumature, dove c’è sempre meno spazio per un dialogo, dove ci si allontana sempre di più dalle stesse ragioni della nostra storia.
Quando il Sindaco di Busto afferma, nella foga del suo intervento, che i “multiculturalisti” e i “relativisti” sono indifferenti all’identità culturale della nostra civilità, egli offende innanzitutto la sua stessa intelligenza e la sua sensibilità liberale.
E’ del tutto ovvio che il rispetto per le altre culture parte proprio dalla piena consapevolezza – e dalla rivendicazione – dei nostri valori: questo è il multiculturalismo.
Il dubbio laico e liberale, d’altra parte, è proprio quello che alimenta e nobilita il “relativismo” e lo contrappone a quell’assolutismo (religioso, politico, sociale) che certamente tutti vogliamo combattere.
In merito alle nostre molteplici radici sono ormai stati versati fiumi d’inchiostro in tutta Europa.
Il fatto che ormai solo quasi solo in Italia si ritriti ancora questo argomento dimostra purtroppo quanto ci stiamo progressivamente allontanando da quella comunità a cui dovremmo invece aggrapparci per evitare di scivolare sempre più in fondo nel Mediterraneo.
L’hanno capito gli spagnoli – con Gonzales e con Aznar prima che con Zapatatero – dopo gli anni bui del franchismo bigotto e oscurantista.
Sembra che noi, invece, si voglia ora percorrere a ritroso quella strada.
Le nostre radici sono innumerevoli e a tutte noi dobbiamo quello che oggi noi siamo: noi siamo figli della cultura mesopotamica, della filosofia greca, del pensiero medio-orientale, dell’ebraismo e del cristianesimo soprattutto e poi , via-via, di tutto ciò che di positivo e negativo ha segnato la nostra storia.
Perfino i cosiddetti “barbari” sono una delle nostre piccole radici: ce lo ricorda quotidianamente il pensiero leghista.
Ma siamo anche figli del Rinascimento – dopo il Medio Evo – e dei Lumi, dopo il “pensiero unico” dell’assolutismo.
Siamo figli delle rivoluzioni e delle restaurazioni, del Risorgimento e delle dittature che che hanno segnato la nostra Storia.
E’ con questo enorme bagaglio di esperienze, che hanno formato la nostra cultura, che noi andiamo al confronto con uomini, popolazioni, etnie, che hanno avuto storie diverse.
Il “piccolo gesto simbolico” che il sindaco di Busto rivendica – quello delle radici giudaico-cristiane – rischia di essere fuorviante in questo percorso che ci aspetta, difficile e irto di ostacoli.
La forza del nostro pensiero, che giustamente rivendichiamo nel momento del confronto fra diverse visioni della democrazia e dei diritti del cittadino, nasce proprio dal “multiculturalismo” che è in ciascuno di noi grazie alle nostre mille radici.
Che sono anche e soprattutto giudaico-cristiane, ma che non sono solo quelle.
Un cordiale saluto

Angelo Bruno Protasoni, Associazione Mazziniana Italiana

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