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Cosa ci racconta il 25 aprile

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25 aprile 2011

Caro direttore,
c’è un dialogo del romanzo “SE NON ORA QUANDO?” di Primo Levi, che racconta l’epopea di partigiani ebrei nella Russia occupata dai nazisti, che rileggo ogni 25 aprile, per ritrovarvi senso e il calore di questa ricorrenza, che non riguarda solo la fine della guerra e la sconfitta del nazismo e del fascismo, ma parla anche del sacrificio di coloro che facero la SCELTA dalla parte della libertà.
Il dialogo è questo:

– Compagno capitano, – disse Mendel – la guerra è finita, e non sappiamo se questa guerra non ne partorirà un’altra. Forse è presto per scrivere la nostra storia.
– Lo so, – disse Smironov – so che cosa è la guerra partigiana. So che a un partigiano può capitare di aver fatto, visto o detto cose che non deve raccontare. Ma so che quanto voi avete imparato nelle paludi e nel bosco non deve andare perduto; non basta che sopravviva in un libro.

Il ricordo di oggi è certo dedicato a ciò che avvenne oltre mezzo secolo fa dal 1939 al 1943 al 1945 e alle vicende che dagli anni venti preparano la più grande tragwedia del ‘900. Ma non può non essere anche il ricordo di persone e storie che “non basta chiudere nei libri’.
Certamente il 25 aprile, come il 27 gennaio, chiede di riflettere e capire come sia stato possibile a due nazioni civilissime come la Gemania e l’Italia precipitassero (e non per caso) nell’abisso della vergogna delle leggi razziali e delle guerre di conquista. Ma questa data resterebbe una ricorrenza astratta senza il ricordo vivo di coloro che seppero resistere e fare ‘altre scelte’ in quegli gli anni difficili.
Molti di loro oggi ci hannogià lasciato, ma molti di noi li hanno conosciuti e ne hanno raccolto i racconti. Da loro abbiamo appreso quanto difficile sia il ricordo di vicende drammatiche e dolorose. Per questo dobbiamo essere loro grati due volte: per la scelta che hanno fatto e per il compito di che si sono assunti “di non mandare perduto” quanto hanno vissuto.
Per questo mi piace ricordare oggi, coloro dai quali ho appreso il significato vero del 25 aprile. Così ricordo semplicemente, coi loro nomi, Luigi, “Bruno”, Renato, Goliardo (“Tanzi”), Cino, Ciro, Fulvio (“Pier”), Pino, Sergio, Remo, Elso, Amilcare, Jolando, Gianni, Maria (“Jucci”), Aristide, Claudio, Ivonne, Angelo, Oliviero, Ivano, Tullio e tanti altri ai quali diciamo ancora GRAZIE!

Saluti cordiali

Roberto C.

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