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Costa davvero così tanto la chiesa?

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27 agosto 2011

Per rispondere alle varie lettere sull’argomento Ici-Chiesa, in modo particolare al Sig. Bossi che vorrebbe addirittura troncare le relazioni diplomatiche con lo Stato del Vaticano, volevo fare un semplice ragionamento: se anche i fabbricati della Chiesa perdessero l’esenzione Ici, quanto sarebbe il guadagno effettivo per i Comuni Italiani? Penso che tutte le Case Parrocchiali, in quanto prime abitazioni delle decine di migliaia di sacerdoti italiani, abbiano comunque diritto all’esenzione come tutte le abitazioni principali italiane (altrimenti ci sarebbe un’evidente disparità di trattamento con gli altri cittadini); anche le Chiese, in quanto luoghi di culto, avrebbero l’esenzione, altrimenti bisognerebbe fare pagare l’Ici anche a tutte le Moschee, le Sinagoghe, le Case del Regno, le sedi di Scientology e via dicendo. E vorremmo far pagare l’Ici agli Ospedali? alle Scuole? ai Musei? Facciamo pagare l’Ici alle mense della Caritas? Facciamo pagare l’Ici
agli Oratori? E se allora le Parrocchie li chiudessero, se mettessero un biglietto di ingresso per gli Oratori? E’ questo che si vuole?
Rimarrebbero quindi solo le Case di Esercizi Spirituali e qualche esercizio alberghiero che ha l’esenzione perchè passa come casa di Esercizi (tutti gli altri alberghi di proprietà ecclesiastica l’Ici la pagano già). Penso che la stragrande maggioranza dei Comuni Italiani non avrebbe nessun introito, ma anzi rischierebbe di avere molti meno servizi che oggi vengono garantiti a tutti i cittadini (senza distinzione alcuna) dal Volontariato cattolico.
Suggerisco invece un altro semplice modo di recuperare almeno qualche risorsa: eliminare il pluridecennale e scandaloso finanziamento statale alla Radio Radicale. E magari anche il finanziamento a tutti i quotidiani organo di Partito, che non vendono neanche una copia ma vengono sovvenzionati dallo Stato.

Franco Boni

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