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Costruire un società del benessere comune

Avarie
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3 gennaio 2018

Egr. Direttore,

“La società del benessere comune”, scritto da Francesco Gesualdi insieme a Gianluca Ferrara, è un libro non solo da leggere ma anche da studiare parola per parola e che mette in discussione il nostro modello di sviluppo. Per certi versi è un manuale che mette in pratica con una prospettiva sociale e politica la stessa enciclica di Papa Francesco “Laudato sii”.

Diversi gli studi scientifici ci dicono che “siamo entranti nella sesta estinzione di massa. La quinta, avvenuta 65 milioni di anni or sono, provocò la scomparsa dei dinosauri. La sesta potrebbe provocare l’estinzione della razza umana”. E che il mondo stia cambiando questo lo abbiamo capito tutti, basti pensare ai cambiamenti climatici che stanno avvenendo sull’intero pianeta e ai livelli di inquinamento che stiamo provocando. Pensare quindi che la crescita economica sia la ricetta per una inversione di tendenza, è semplicemente demenziale. Lo comprende anche un bambino che più cresce l’economia, più consumiamo le risorse della terra e più si inquina.

Gli studi poi ci dicono siamo già entrati nell’era in cui consumiamo di più di quello che la Terra riesca a produrre. Il famoso “Giorno del sorpasso” in giorno dell’anno in cui consumiamo di più di quello che il pianeta riesce a produrre è passato dal 21 ottobre del 1993 al 13 agosto del 2015. Quando avremo varcato la soglia del 30 di giugno, significherà che avremo bisogno di due pianeti Terra solo per le risorse rinnovabili: acqua, aria, prodotti agricoli e alimentari ecc. Già ora quindi stiamo consumando le riserve energetiche ed alimentari dei nostri figli e nipoti. Parole che qualcuno considererà catastrofistiche, non comprendendo che questo avviene perché il nostro modello di sviluppo rapina attualmente le risorse dai paesi più poveri a vantaggio di quella parte irresponsabile della popolazione mondiale dei paesi occidentali.

Anche la trappola del debito pubblico è ormai arrivata al capolinea: “L’unica scelta che ci hanno lasciato è quale forma di sacrificio preferiamo: se quella del pagamento di tasse alte tasse o quella del taglio dei servizi. Scelta suicida di chi cade nel tranello dei carnefici, invece di ribellarsi ai loro ricatti”.

Se poi uno pensa che con l’introduzione di nuovi sofisticati sistemi dei robot a rischio sono il 50% dei posti di lavori nell’industria manifatturiera, ci si rende conto di quali pericoli per l’occupazione, corre il mondo intero se non si cambia strada. O al rischio che i cambiamenti possono causare con inondazioni o desertificazione che possono provocare sino a 150 milioni di immigrati.

Perché è avvenuto tutto questo? Dagli ultimi decenni è in atto una trasformazione economica, “da quella industriale a quella finanziaria che oggi domina il mondo, con l’avvento della società del male comune, in cui l’individualismo e il mercato hanno sottomesso il senso di comunità e lo spirito di condivisione. E’ la vittoria dell’Io sul Noi, che ci hanno condannati a non essere più cittadini sovrani ….. ma consumatori succubi di un pensiero unico, ove la politica soggiace ai dogmi economici mercantili”

Questi sono i temi che saranno al centro dell’incontro con Francesco Gesualdi venerdì 5 gennaio a Varese, al salone Estense, alle ore 15, per iniziare a parlare della … “società del benessere comune dove i diritti non vanno conquistati, ma garantiti, dove vanno ricostruiti i pilastri etici della solidarietà e della fratellanza. Perchè la vera sfida da vincere è culturale, prima che economica, rinsaldando quei legami recisi con diabolica precisione al fine si separare i cittadini per trasformarli in consumatori solitari. Questo libro è quindi un manuale di istruzione per ricostruire il bene comune, ma che per realizzarsi ha bisogno la partecipazione di tutti.”

Emilio Vanoni – Induno Olona

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