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Costruzioni e islamici, diciamo la verità

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8 agosto 2011

L’affermazione dell’ing. Guenzni che sostiene che l’amministrazione precedenrte ha consumato "pezzi di territorio" è tendenziosa e non corrisponde al vero. Chi ha costruito in Via Noè e in Via Monte San Martino lo ha fatto nel pieno rispetto del Piano regolatore Generale approvato dal Consiglio Comunale
nella prima metà degli anni ’70. L’assessore all’Urbanistica degli anni ’80, l’ing. Guenzani, ha apportato delle varianti al P.R.G. ma non ha mai cambiato le volumetrie delle aree di Monte San Martino e di Via Noè. I proprietari dei terreni avevano quindi "diritti acquisiti" che non potevano essere "cancellati"! Di conseguenza il vero responsabile dell’edificazione attuale è il P.R.G. degli anni ’70 e coloro che non hanno fatto nulla per apportare delle variazioni! Accusare le Giunte Mucci non ha alcun senso ed è solo
propaganda politica. Perchè il sig. Sindaco non protesta per il consumo del territorio in Via XX Settembre (ex area Galdabini) e in Via Cadolini (enorme edificio in zona di interesse storico locale)? Qualcuno vuole dire chi sono stati i progettisti e i direttori dei lavori?
 
Anche le affermazioni riguardanti il Ramadam lasciano perplessi. Forse Hamid Khartaoui e il giornalista non sanno o non si ricordano che l’amministrazione Mucci aveva già concesso un’area pubblica nel parco Marinai d’Italia per effettuare il Ramadam, salvo dire che negli anni a venire la comunità islamica
avrebbe dovuto reperire un terreno privato in Gallarate o in altra Città. Anche l’assessore Raimondo Fassa (Giunta Mucci) ha partecipato, per qualche sera, al Ramadam nel parco Marinai d’Italia, come in questi giorni ha partecipato il Sindaco Guenzani. Inoltre il sottoscritto qualche anno fa è intervenuto, nella qualità di rappresentante dell’amministrazione comunale, ad un incontro al Melo con la comunità islamica, condotto dal celebre attore Moni Ovadia con il responsabile provinciale della comunità islamica arch. Samir Barudi. In quell’incontro al quale erano presenti quasi esclusivamente musulmani e qualche personaggio della Sinistra Gallaratese, ha chiaramente illustrato quale era la posizione della
pubblica amministrazione: non di contrasto con la comunità islamica ma di totale rispetto, a condizione che venissero rispettate leggi, regolamenti, tradizioni e abitudini della città di Gallarate (cosa che non  era avvenuta nel luogo di culto islamico di Via Peschiera). Forse oggi è cambiata questa impostazione?
Aggiungo che tale era l’idea di libertà religiosa che le Giunte Mucci hanno sempre avuto, che è stato proposto alle autorità competenti di prevedere sull’area della s.s. 336 un edificio adibito a luogo di culto e suddiviso per le religioni cristiana, musulmana ed ebraica. La risposta fu negativa!
Il sottoscritto, nello svolgimento del suo mandato come Vicesindaco, ha ricevuto più volte rappresentanti maschili e femminili della comunità islamica che chiedevano consigli sull’attività che potevano svolgere in Via Varese. A costoro è sempre stato risposto che la Associazione Islamica era considerata come una qualsiasi altra associazione e quindi poteva fare tutto ciò che la Legge gli consentiva senza alcun particolare vincolo. Dal 2008 non c’è più stato alcun contrasto tra l’amministrazione pubblica e la comunità islamica. E questo dopo anni in cui si sono svolti cortei,
dimostrazioni di piazza, preghiere in strada. E questo qualcosa vorrà pure dire!
 
dott. Paolo Caravati - ex Vicesindaco Giunte Mucci

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