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CRAXI e la sindrome di Stoccolma

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18 ottobre 2007

Gentile direttore,
leggo sbalordito alcune lettere di questa rubrica
che parlano di CRAXI quasi con nostalgia; io penso che politica della Prima Repubblica dei vari Craxi, Andreotti e Forlani sia invece la PRINCIPALE RAGIONE DEI MALI DELL’ITALIA DI OGGI. Il debito pubblico (IL TERZO DEBITO PUBBLICO DEL MONDO!) è stato in gran parte accumulato
negli anni ‘80, proprio quando governavano questi signori i quali che hanno pensato bene di fare il passo molto più lungo della gamba, di spendere oggi e di far pagare a chi sarebbe arrivato domani, oltretutto ingigantendo la spesa pubblica per finanziare non tanto quegli investimenti in infrastrutture che sarebbero state utili anche alle
generazioni future, ma per finanziare l’enorme assistenzialismo al sud (soldi buttati al vento per avere voti e mantenere il potere: VOTO DI SCAMBIO) ed in fine portando la pressione fiscale italiana ai livelli più alti d’Europa (a proposito, notizia di ieri, fonte OCSA: nel 2006 l’Italia ha fatto registrare il PIU’ ALTO AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE DEL MONDO! … e già partivamo da un livello superiore al 40%); questa è la vera ragione che ci deve portare a valutare in modo estremamente negativo quella fase politica. Purtroppo però la stragrande maggioranza dei cittadini non segue con attenzione la politica, non conosce il bilancio dello stato e la finanza pubblica, non ne conosce la sua evoluzione negli anni e fatalmente, in periodi di GOVERNI DEBOLI come quello attuale, finisce addirittura per ricordare con nostalgia chi di fatto ci ha scaraventato in questo pantano. Come nella SINDROME DI STOCCOLMA che porta il sequestrato ad innamorarsi del suo rapitore, così gli italiani finiscono per rimpiangere chi li ha messi nei giganteschi guai che devono affrontare oggi soprattutto le giovani generazioni.

Mirko Carollo

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