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Craxi, un capro espiatorio?

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19 gennaio 2010

 Eg. Direttore,

               non mi è sembrata un’iniziativa particolarmente brillante ed avveduta quella del Presidente della Repubblica di inviare una lettera alla signora Craxi. Perchè, d’ora in avanti, a rigor di logica e per non discriminare cittadini di serie A e cittadini di serie B, Napolitano si vedrà costretto a rivolgersi  per iscritto a tutti coloro che si lamenteranno, per sé o per i propri parenti, di essere stati colpiti da sentenze ingiuste. 
E, anche in quei casi, come lo è stato per la signora Craxi, dovrà porsi interrogativi, per carità nello stesso modo, sfumato, nebuloso, criptico, circa eventuali condizionamenti che possono aver influito sugli atti dei giudici. 
A me pare che il passaggio di seguito trascritto e riferito  a Bettino Craxi“ Senza mettere in questione l’esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona”  costituisca il punto più delicato e scivoloso della lettera di Napolitano.
E se, lette queste parole come il tentativo di rappresentare Craxi quale capro espiatorio di tutta una situazione politica cui la Giustizia abbia, consapevolmente o inconsapevolmente, dato corda, i magistrati si incavoleranno, ne avranno ben donde.
Cordiali saluti.
 
 
Maria Pellegatta

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