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Crocifisso o tricolore?

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14 dicembre 2009

Egregio Direttore,
dal suo giornale vengo a conoscenza del fatto che a Busto Arsizio, dei  consiglieri del gruppo consiliare Lega Nord hanno presentato una mozione  in merito alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, rispetto al crocefisso nelle aule scolastiche. Essi hanno detto: “… in  una sede destinata all’educazione come la scuola, il Crocefisso riveste per i credenti un valore religioso, ma per credenti e non credenti la sua esposizione è giustificata in quanto rappresenta e richiama in forma sintetica valori civilmente rilevanti, valori che stanno alla base ed ispirano il nostro intero ordinamento costituzionale, ovvero il fondamento del nostro convivere civile; il Crocefisso per questo svolge una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla professione religiosa professata dagli alunni …”.
Esiste già un simbolo che vale per credenti e non credenti, e rappresenta in forma sintetica i valori civilmente rilevanti, proprio i valori che stanno alla base ed ispirano il nostro intero ordinamento
costituzionale, nonché il fondamento del nostro convivere civile: la BANDIERA Italiana. Personalmente ritengo superfluo un secondo simbolo, clone del primo (anzi, supposto tale), ma al di là dell’utilità del crocefisso inteso in tale veste, mi chiedo se il secondo simbolo non sia lesivo del primo, almeno nelle intenzioni dei proponenti: si vuole svuotare di significato la bandiera italiana, e sostituirla con un simbolo alternativo che ne assuma gli stessi significati? Si ritiene la Bandiera Italiana non più rappresentativa dei valori summenzionati? Si afferma che tali valori siano invece veicolati da un altro simbolo che, per quanto rispettabile, io lo vedrei meglio come emblema di uno Stato confinante al nostro. Un simbolo che non ha più la valenza originaria, perché rimpiazzato da un altro simbolo, non servirebbe a nulla: si vuole forse fare in modo che la Bandiera non serva più? Lo si dica chiaramente, poiché la legge 85 del 2006, che sostituisce l’articolo 292  del c.p. recita: “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente … rende inservibile … la bandiera nazionale … e’ punito con …”.
Cordiali saluti.
 
Silvano Madasi

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