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Da Tumaco: sei anni di lotta e di ottimismo

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2 maggio 2013

Cari amici che mi seguite dall’Italia,

oggi è il primo maggio e propio 6 anni fa in questa data arrivavo a vivere in questa città di Tumaco.

Oggi è il giorno dei lavoratori e stamattina ringraziavo Dio nella preghiera per questi sei anni di vendita di latte di soia,che mi assicura il sostento di ogni giorno,mentre intorno a me c’è tanta  gente che non trova un lavoro o che ogni due o tre mesi lo perde e deve ricominciare a cercarlo.

Pensavo…cosa è cambiato in questi sei anni?

Il quartiere è cresciuto di alcune centinaia di famiglie nuove,che hanno costruito le loro palafitte,il quartiere ha fatto passi avanti,con una linea elettrica ormai regolare quasi per tutti,due delle strade del quartiere sono state pavimentate ed alcune altre sono un poco migliorate. Rispetto al mio lavoro pastorale sono in attività 8 piccole comunità di adulti. Mi piacerebbe vederle più fedeli agli impegni presi e più impegnate nel sociale però per lo meno,nonostante i difetti,hanno il pregio di esistere e di essere per molte persone uno spazio di fraternità,di accoglienza,di ascolto,di speranza. Pensavo che il mio impegno nei mesi o negli anni in cui ancora sarò qui sarà non tanto di fondare nuove comunità ,ma di accompagnare,non lasciare morire,e cercare di rafforzare il cammino di quelle che ci sono.

L’ultima delle comunità è nata con occasione della Pasqua ed è una comunità diversa dalle altre. La maggioranza sono formate al 90% da donne e gli uomini non vi trovavano uno spazio per loro,così mi è venuta l’idea di proporre ad alcuni uomini che conoscevo un pò di più di formare una specie di confraternita di uomini che attuassero nelle varie celebrazioni della Settimana santa: apostoli nel lavatorio dei piedi,caricatori di statue nelle processioni,soldati romani nella via crucis drammatizzata.

Ho spiegato loro che per potere avere quel privilegio dovevano fare quattro incontri di preparazione durante la quaresima. La cosa ha funzionato:una decina di uomini ha partecipato ai 4 incontri,poi ha attuato in settimana santa ed hanno poi accettato di continuare a riunirsi dopo la Pasqua. Sono ormai dieci settimane che si riuniscono e sembrano ben animati.

Ho avuto l’occasione di leggere il discorso di Papa Francesco ai preti il giovedì santo e mi è piaciuta in particolare una frase in cui invita i preti ad essere "pastori che puzzano di pecora".

Io non so in che modo se la arregla lui per puzzare a pecora nei palazzi vaticani,ma mi sembra una espressione molto bella e pensavo in che modo stò cercando di viverla qui nel mio quartiere:

pensavo al mio lavoro di tutte le mattine in strada con sole o sotto la pioggia,pensavo alle molte ore passate nelle case della gente o sui ponti e nelle strade del quartiere,pensavo ai casi in cui mi occupo di qualche famiglia in particolare difficoltà,pensavo alle ore in coda per ottenere una visita medica della mutua,pensavo al vivere in un ambiente dove l’omicidio e la violenza sono la regola,pensavo al muoversi in bicicletta ed in bus e non in taxi o in auto propia ,al non avere telefonino e computer ma usare quelli pubblici. Continuo ad essere pastore e non pecora,però quel profumino a pecora aiuta molto a che le pecore ti accolgano tra di loro e ti credano con più facilità.

Da sei mesi sono in corso i dialoghi di pace tra il governo e la guerrilla. Le cose vanno lentamente ma c’è  ottimismo. Sembra che in questo mese finiranno di mettersi d’accordo sul primo e più importante dei punti in discussione che è la riforma agraria,poi passeranno al secondo che sarà la partecipazione in politica degli ex guerrilleri che si smobiliteranno.

La salute è buona ed in comunità ci appoggiamo bene.

Che la Pentecoste che si avvicina porti a tutti spirito di gioia,di fraternità e di voglia di trasformare il mondo

Un abbraccio

Padre Franco Nascimbene

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