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Dalle primarie, un Pd rinnovato nel centrosinistra

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26 novembre 2012

 Caro direttore,
io sono molto contenta del risultato delle primarie e ieri sera mi è venuta la voglia di tornare in prima linea. Butto lì riflessioni in libertà, quello che mi viene in mente.
Si dice di rottamare la " vecchia" classe dirigente del Pd perchè segue vecchi schemi, perchè è sclerotizzata, non capisce i giovani, i problemi della gente etc etc.
Anch’io, è risaputo,  poichè amo follemente la sinistra non le risparmio mai critiche feroci perchè si deve e si può fare di più. Sto ancora aspettando l’euro dato alle primarie che candidavano Prodi premier e non ho perdonato lo sgarbo fatto al Professore.
Tanto per citare il politico da rottamare che va per la maggiore, D’Alema, Deus ex machina, si sa che è uomo di scarsa simpatia, presuntuoso e un po’ arrogante, ma l’intelligenza è intelligenza e fra un politico intelligente e antipatico e un verosimile politico simpatico preferisco il primo, un po’ come per i corrotti: se proprio devo scegliere meglio Craxi di un Maruccio, non ci piove. Premesso ciò, rileggo la storia con gli strumenti dell’oggi presumendo che la classe dirigente abbia saputo, come dovrebbe essere, guardare lontano prima che ci veda io.
E’ probabile, anzi  ne sono sicura, che alle prossime elezioni il centrosinistra vinca e ci sia un governo Bersani, uomo di rara e preziosa compostezza oltre che capacità.
Dunque, ricapitolando, il Pd oggi secondo me esce rafforzato e proprio in virtù di un cammino difficile, spesso accidentato, barcollando a un passo dal precipizio, ma a me pare il solo partito i cui dirigenti forse non erano stolti uomini di apparato ciechi sordi e muti, ma avevano previsto, valutato e diretto gli eventi con un obiettivo.
Per farla breve, se domani governerà un centrosinistra con un Pd più forte e quindi avremo un governo più stabile, tutto il male non è venuto per nuocere o forse non era poi tutto così male.
Se così fosse  alla luce degli esibizionisti di piazza manovrati che killerizzano la politica e quindi gli italiani, andrei cauta a rottamare per rottamare, valuterei bene di chi e di cosa fare a meno.
L’Italia ha bisogno di alta politica e non di schiamazzi, sono tempi di toni bassi,  non di rotture per rompere, ma di uomini saldi e con le spalle larghe che tengano ben saldo il timone.

Roberta

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