Ricerca

» Invia una lettera

Dare credibilità di un partito dell’Ulivo del Nord

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

4 settembre 2006

Egregio Direttore.

La proposta lanciata da Marantelli per la costruzione del cosiddetto Ulivo padano stimola alcune riflessioni.
La prima riflessione riguarda l’impegno non recente ma di vecchia data di Marantelli verso la “questione Nord”. In particolare gli deve essere riconosciuto il merito di non essersi limitato ad un ruolo di semplice osservatore mentre le forze del centro destra si rafforzavano e contemporaneamente si delineava concretamente il vuoto di proposte del centro sinistra per la nostra provincia e piu’ in generale per tutto il Nord Ovest .
Dato atto di ciò , scorgo nell’analisi che porta a ritenere indispensabile un Ulivo padano , elementi verso i quali è difficile non avere perplessità politiche di fondo .
La prima perplessità riguarda la qualità della proposta che si intende mettere in campo per sovvertire lo strapotere delle forze del centro destra e della Lega Nord nella nostra provincia .
Affermare, come ha fatto Marantelli in alcune occasioni che, poichè la sinistra è ancora oggi ancorata alla vecchia visione Ottocentesca della società e del mondo economico ,in particolare dell’imprenditorialità medio piccola , e considerato che senza il consenso di quel ceto composto in particolare dal lavoro autonomo che oggi sorregge i partiti del centro destra non si vince , l’unica soluzione ( quasi l’uovo di colombo..) è riprodurre da “sinistra” le tesi e il linguaggio politico dei nostri avversari .
Ecco allora gli accenni alle capacità imprenditoriali represse , di peculiarità delle genti del Nord (rispetto a chi e a che cosa ?…) e di paragoni un tanto al chilo tra il numero degli occupati negli uffici pubblici della Regione Sicilia e quelli della civile Svezia… Tutta una serie di argomentazioni e linguaggi cioè , dettati e costretti dalla necessità di dare credibilità ad un partito del Nord del centro sinistra capace di farsi ascoltare e magari votare anche da quella parte di elettorato che ama farsi accarezzare il pelo . Ma che rischia, anche, di provocare il risultato di non farsi ascoltare e amare dalla propria gente.
Spiace dover contestare a Marantelli e a quanti nel nostro partito appoggiano questo disegno , che non c’è cosa piu’ vecchia e pericolosa che rincorrere la destra sul suo terreno : non paga né in termini politici e nemmeno elettorali .
Usare quelle tesi e quelle politiche , pur nel suo desiderio di continuare a battersi per la “solidarietà” e la “giustizia” e per le pari opportunità tra figli di operai e di ceti benestanti , si corre il rischio della omologazione ad un sistema sociale e di valori che seppur ritenuti vincenti rappresentano la negazione di una cultura, la nostra cultura politica , che seppure attraversata da errori e ritardi non può essere raffigurata in modo caricaturale: ferma cioè ai primi del Novecento .
In questo quadro vedo inutile attardarsi ad immaginare un Ulivo del Nord.
Un Ulivo del Nord che parla la stessa lingua della Lega sarà inevitabilmente percepito come un succedaneo del movimento di Bossi .Non votato dai moderati e abbandonato dai nostri elettori .
Restano ovviamente alcuni elementi condivisibili nella analisi di Marantelli come ad esempio il ritardo culturale accumulato dalla sinistra, non solo dalla sinistra varesina , nei confronti del ceto medio produttivo e la sua incapacità a dialogare con tutte le sue componenti . Questo mi pare il punto centrale e il vero problema che con le nostre ricette dobbiamo risolvere . E’ su questo versante che dobbiamo sapere spendere le nostre energie . Indugiare a prefigurare partiti del Nord senza avere risolto questo non semplice problema rischia da un lato di avere interlocutori interessati piu’ che al progetto ai propri interessi di bottega come la Lega ha dimostrato di volere fare ogniqualvolta è intervenuta sull’argomento , mentre dall’altro versante rischia come già detto in precedenza di non essere capiti dai nostri elettori tradizionali .Con l’incognita di vedere diminuito il nostro tradizionale bacino elettorale .
Marantelli spenda allora il suo prestigio politico e personale per colmare i ritardi che abbiamo nei confronti di un certo mondo produttivo e si adoperi in Parlamento e verso i nostri ministri affinché nella nostra provincia, una tra le province piu’progredite e sviluppate del nostro Paese, riprendano gli investimenti necessari per la nostra economia e per il nostro sistema socio-economico : investimenti per le scuole , gli ospedali , le infrastrutture , la ricerca tecnologica .
In fondo è quello che chiedevamo agli esponenti del centro destra quando questi erano al governo del Paese.
Ed è quello che chiediamo a Marantelli .
Cordiali saluti

Antonio Riccardi, Direzione DS Varese, coordinatore sinistra varesina

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.