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Ddl sull’editoria e “santuari” della stampa

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20 ottobre 2007

Egregio Direttore,
il lettore Mauro Zanzi ed altri fanno bene ad esprimere le loro perplessità sul ddl del governo
in materia di stampa (con particolare riferimento ai vincoli che ne deriverebbero per il mondo
internet).
Fanno bene proprio perché trattandosi di un ddl e cioé di un progetto di legge che deve passare
ancora al vaglio di commissioni e parlamento è giusto che ci sia un’ampia discussione e la possibilità
di eliminare le parti sbagliate e migliorare il testo complessivo. Ce n’è tutto il tempo e la possibilità,
considerato che il governo che l’ha proposto non ha certo una maggioranza solida in parlamento e non
marcia certo compatto ….
Però volevo fare due appunti al signor Zanzi.
Primo. Lui parla di “controllo statale su qualsiasi opinione”. Assurdo , nessuno vuole controllare niente.
Anche la carta stampata (quotidiani, settimanali, bollettini parrocchiali, ecc. ecc. ) finora ha sempre dovuto
registrare le testate presso i tribunali, ma c’è un controllo statale su quello che viene scritto in
questi media? Non mi sembra.
Secondo. Zanzi la spara veramente grossa quando dice che solo “la Chiesa cattolica può venire calunniata tranquillamente senza temere conseguenze, come dimostrano certe inchieste di Repubblica”.
Quelle di Repubblica (penso si riferisca agli articoli di C. Maltese) sono normali inchieste giornalistiche
dove vengono citati fatti e circostanze. Se ci sono gravi inesattezze e diffamazioni, se ci sono gli estremi per delle denunce, chiunque ( in particolare i soggetti diffamati, Vaticano, Cei, singoli sacerdoti) può procedere in tal senso. Dov’è il problema?
Ho paura invece che per il signor Zanzi esistano dei “santuari” che non possono essere toccati.
Ma questo è proprio il contrario della libertà di stampa.
Cordiali saluti.

Antonio Cremona

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