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De… Pedibus disputandum est

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24 aprile 2009

Egregio direttore,

Leggevo con attenzione stamane la lettera del signor Gelosia, che ritrae in modo davvero efficace l’esperimento del Pedibus (o qualcosa di simile) nella realtà di Gallarate.
Premetto che sono mamma di due bambini in età scolare, che sono un’amante delle camminate, che non guido la macchina e che – molto spesso – mi trovo anche ad essere l’unica o una delle pochissime mamme all’uscita della scuola che preleva i bimbi senza auto e che torna a casa a piedi, portandosi addosso il peso delle due cartelle, ahimé non leggere. E ciò con qualunque tempo atmosferico e senza eroismo alcuno: semplicemente è il mio stile di vita.
Ho accolto quindi con gioia l’esperimento del Pedibus nel mio Comune di residenza, giudicandolo economico, educativo, ecologico. Forse anche una piccola conquista di pari opportunità per le mamme sempre indaffarate come me, che pensavo sarebbero state aiutate in una incombenza quotidiana.
Ma ecco che cosa è avvenuto nel mio paese piuttosto piccolo, nel quale le distanze sarebbero, tra l’altro, senz’altro più percorribili che nella città di Gallarate.
Fin dalla sua genesi, il progetto ha avuto scarso seguito. Difficilissimo convincere i genitori e i pargoli a compiere un’azione fisiologica, naturale ed economica come camminare. Tutti – dice bene il signor Gelosia – vogliono non solo accompagnare il “piccolo” (che a volte è uno studente di 20 anni!) fino alla scuola, ma davanti all’ingresso, con qualunque condizione di tempo, se possibile fino al banco della classe, magari portando al posto dell’allievo il peso della cartella, nel caso dei più piccoli. Nessuna volontà di fare qualche passo, nessuna abitudine a percorrere qualche metro.
Gli ostacoli all’avvio della pratica sono stati e continuano ad essere moltissimi.
Le fermate della partenza del Pedibus, per esempio, sono poche e distribuite in modo forse poco razionale, perché, con chiunque parlassi, a nessuno risultava comodo percorrere il tracciato suggerito partendo dal punto di ritrovo più vicino a casa. E’ vero che in taluni casi per recarsi al punto di ritrovo (in auto) si percorreva la stessa distanza che per andare a scuola: ragion per cui, già che si era presa la macchina, si preferiva proseguire con la vecchia abitudine.
Il Pedibus garantiva, inoltre, solo una partenza di andata per la scuola (tra l’altro in modo sperimentale e non tutti i giorni) e non assicurava il ritorno.
Un grande lavoro preparatorio è stato fatto, quanto a segnaletica e ad informazione degli studenti: parecchio diffusi i segnali orizzontali e verticali per indicare i tragitti, probabilmente anche costosa l’operazione che è stata compiuta per far partire il progetto. Sono stati distribuiti volantini informativi, stampati opuscoli, fatti compilare questionari…con un disbrigo di pratiche notevole, con la necessità di raccogliere, scrutinare e tabulare i dati e con l’esito finale…di fermare tutto per insufficienti adesioni.
Il Pedibus doveva essere gestito da adulti preposti al controllo dei piccoli (non ho mai visto le catene di cui parla Alberto Gelosia, ma immagino che servano proprio a questo scopo): credo i vigili stessi, qualche ausiliario del traffico, qualche cittadino di buona volontà.. Neppure qui si è avuta fortuna e la cronica scarsità di personale dei Comuni e, più in generale, degli altruisti e dei pensionati disposti a dare una mano, ha impedito di contare con regolarità e con determinazione su qualcuno che aiutasse nel servizio.
Ora, resta l’amarezza di constatare il fallimento del bel progetto.
Tante volte mi è capitato di leggere che l’avvio del Pedibus – in vari Comuni – è ottimo, con tanto di taglio di nastro di partenza e di saluto del Sindaco in persona o del Comandante dei Vigili.
E poi? Quale il bilancio del progetto sulla distanza un po’ più lunga? Quali i rientri delle spese sostenute per preparare i tracciati e per creare un minimo di abitudine e di affezione alla pratica?
Perché seguire corsi di educazione alimentare e a far fare sport di ogni tipo ai propri figli, invece che spingerli ad un’abitudine così semplice come andare a scuola pedibus calcantibus?

una mamma appiedata

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