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Dean era considerato una mela marcia

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29 aprile 2009

Egregio Direttore
 
sono il genitore di un ragazzino coetaneo e amico del povero Dean Catic.
Non mi dilungherò nelle lodi di Dean perché ritengo non essere necessarie allo scopo di questa mia.
Solo un accenno per chiarire quanto poi esporrò in seguito .
Mio figlio Tomaso e Dean sono cresciuti nello stesso quartiere, frequentato le stesse scuole, la stessa parrocchia e lo stesso oratorio, nonché casa mia dove ho avuto modo per anni di ascoltare il dolore procurato al piccolo Dean ( forse allora poco più che bambino ), definito LA MELA MARCIA DEL GRUPPO solo perché gia allora si presentava con un taglio di capelli non gradito al parroco del nostro quartiere e forse ostentava spavalderia a copertura di una fragilità troppe volte messa a dura prova!
Ecco sono arrivato al punto.
Lunedì sera ho avuto la sfortuna di assistere al momento di preghiere a suffragio del piccolo Dean e con mia grande vergogna ho dovuto ascoltare le parole di DON FIORENZO che persino con commozione ricordava IL NOSTRO FRATELLO così tragicamente scomparso e sottratto con tanta crudeltà ai nostri e suoi affetti!
Ritengo inutile ricordare l’inutilità di tante parole scritte e dette sulle difficoltà dei nostri giovani se coloro i quali dovrebbero fornire conforto accoglienza e soprattutto valori, propongono una sorta di razzismo pericoloso tanto quanto quello sentito allo stadio di S Siro domenica scorsa!
Piu’ volte ho dovuto sentire mio figlio raccontare che il piccolo Dean veniva allontanato dall’oratorio di Bobbiate e costretto a frequentarne altri perché non gradito al nostro parroco!
Leggo sul vostro quotidiano un articolo in cui il nostro parroco invita il mondo degli adulti ad assumersi responsabilità maggiori verso i nostri ragazzi!
Il giudizio che cosi caldamente invita a non dare, forse è già insito nel suo comportamento, troppe volte confuso con rigida integrità !
Credo di non aver altro da aggiungere e mi scuso per il mio sfogo dettato sicuramente da un dolore che ancora oggi , per l’assurdita’ degli eventi , non si riesce a placare !
Massimo Galli
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Abbiamo chiesto un commento a don Fiorenzo, parroco di Bobbiate, su questa lettera.

"Dean non è mai stato allontanato dall’oratorio – spiega il sacerdote –  è stato portato anche in montagna con gli altri ragazzi. Io gli ho solo detto, in diverse occasioni, che doveva essere più corretto. Non penso proprio che le cose siano andate come descritto nella lettera, credo invece che abbia avuto accesso all’oratorio, e che nessuno mai gli abbia chiuso le porte.
Certo, un educatore ha comunque responsabilità verso tanti ragazzi, a Bobbiate ci sono davvero molti giovani che seguono l’oratorio e uno prima di tutto ci si occupa delle attività dei ragazzi che stanno facendo un percorso. Questa lettera esprime una considerazione isolata e molte persone hanno invece ritenuto positive le parole pronunciate in chiesa l’altra sera. Se invece, il quartiere riterrà che io abbia sbagliato, allora accetterò il giudizio".

 

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