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Decreto Gelmini, troppe falsità…da chi?

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4 novembre 2008

Egregio direttore,

ho letto l’articolo firmato dalla Lega Nord di Saronno rimanendo un po’ perplessa.
Sono un’insegnante di Saronno e vorrei ribattere punto per punto ad ogni questione dell’articolo che esalta in lungo e in largo la riforma Gelmini.

Bene fa la ministra Gelmini a stanziare fondi per gli alunni disabili; ma occorre anche chiarire che i finanziamenti specifici per gli alunni disabili sono previsti già dal 1977 con la Legge n.517.

Vorrei rassicurare inoltre molti saronnesi: nelle nostre scuole per fortuna non esistono ancora classi-ponte.

Il maestro “prevalente” secondo Gelmini svolgerà 24 ore, il maestro di religione cattolica 2 ore, l’insegnante di lingua inglese 3 ore e mettiamoci anche il maestro di musica con 1 ora: totale 28 ore di tempo-scuola. Se la matematica non è un’opinione, per arrivare a 40 ore (tempo-pieno) ne mancano 12.

Le graduatorie degli insegnanti sono già provinciali. Che significa avere “insegnanti del posto”? Forse inserire nelle graduatorie provinciali solo chi certifica di essere nato in Padania o dimostra di essere padano da due o tre generazioni? Ci sono validissimi insegnanti extra-padani e validissimi insegnanti padani; come pure ci sono inefficaci insegnanti padani e inefficaci insegnanti extra-padani.

Equiparare la Laurea in Scienze della Formazione all’esame di Stato è un’azione abbastanza ininfluente visto che per i prossimi dieci anni grazie alla riforma Gelmini non si potranno assumere insegnanti.

E poi quando le scorte degli anziani insegnanti saranno smaltite perché saranno andati tutti finalmente in pensione (ultimo residuato del ’68), la scuola, ormai privatizzata in tutta Italia, assumerà chi e come vorrà. Più la retta da pagare sarà alta e migliore sarà la preparazione degli insegnanti e la qualità dei servizi offerti.

Invece sulla Scuola Regionale si può e si deve ragionare.

Cordiali saluti

Rita Romano

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