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Deleghe agli assessori, nuovo affondo della minoranza

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14 settembre 2011

Nuovo attacco dal gruppo di opposizione “Obiettivo Comune” alla giunta di Casciago guidata dal primo cittadino Beniamino Maroni. Questa volta a sollevare i dubbi dei consiglieri di minoranza Andrea Zanotti, Dario Cecchi e Stefano Chiesa è il mini rimpasto che ha riguardato le deleghe di due assessori, Fabrizio Anesa e Paolo Ciotti. Al primo, vicesindaco, sono passate Manutenzioni e Patrimonio, Sport, Cultura, Tempo libero e Comunicazione, mentre il secondo assume gli incarichi a Lavori pubblici, Infrastrutture e Viabilità e Trasporti. Sul blog del gruppo di opposizione si leggono critiche per la tempistica e la mancanza di comunicazione: «Anche nel periodo di vacanza ferragostano non poteva mancare il colpo di teatro dell’amministrazione comunale di Casciago che con decreto del sindaco ha rivisto le deleghe degli assessori con il passaggio dei Lavori Pubblici da Anesa a Ciotti e la nomina del primo a assessore allo sport, cultura, comunicazione e manutenzioni – scrivono i consiglieri di minoranza -. Potrebbe sembrare un normale scambio di deleghe ma la cosa che stona è che il decreto di nomina  immediatamente esecutivo – in sostanza urgente – del sindaco è datato 12 agosto ma fino al 7 settembre niente viene reso noto nè all’Albo Pretorio e tantomeno alla stampa. Perché questa segretezza? Sullo scambio di deleghe c’è da dire che il vicesindaco Anesa è di fatto dimezzato dopo essersi astenuto sul bilancio di previsione qualche mese fa, o meglio ricordiamo che, in un primo momento, aveva preannunciato un voto negativo, con un intervento di fuoco: aveva perfino chiesto al sindaco di dimezzarsi lo stipendio, denunciando di essere, di fatto, esautorato delle proprie deleghe! Successivamente si era presentato per difendere le scelte recenti dell’amministrazione su piazza Cavour ma, evidentemente, si trattava di una difesa d’ufficio, tanto da rimettere la delega dei lavori pubblici. Rimane lo sconcerto su come è stata gestita tutta la vicenda, ma oramai non ci sorprende più nulla».

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