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Delfini, uomini e Frattini

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3 settembre 2011

Egregio direttore,
 
riporto di séguito un articolo pubblicato da un quotidiano del nostro Paese lo scorso 2 settembre (per l’esattezza a p. 15) e pongo ai lettori di “Varese News” la seguente domanda: è possibile (ovviamente in senso politico) che questo articolo, firmato da Giancarlo Perna e così pungente nel suo giusto sarcasmo, sia apparso sul “Giornale”?
La risposta è: sì. Lascio a chi lo leggerà ogni opportuna deduzione.
 
“All’ombra dello strapotere Nato, i ribelli libici proclamano il «diritto» di uccidere Gheddafi. Come reagisce a questa barbarie l’Occidente che pure – così sostiene – è in Libia per salvare vite? Facendo lo gnorri. A nessuno esce un fiato, né a Parigi, né a Londra, né a Washington. Fa eccezione Roma. Qui, nello stesso giorno in cui gli ex compari che hanno tradito Gheddafi ne minacciavano l’uccisione, il ministro degli Esteri, Frattini, ha lanciato un appello per salvare i delfini. Non c’entra, ma è ciò che
ha fatto. In Giappone – paese che vai, usanza che trovi – in settembre si apre la caccia al mite cetaceo e il titolare della Farnesina ne è rimasto sconvolto. «Voi che avete tanto sofferto – ha detto in tv ai giapponesi -, non fate soffrire i delfini». Della battaglia che sarà ingaggiata per uccidere il rais, e della scontata carneficina, a Frattini invece non importa un piffero. Sbandieriamo motivi umanitari, ma siamo
cinici. Sciagurati signori di una guerra coloniale che ha trasformato uno scontro tribale in conflitto vero, moltiplicando morti e distruggendo ciò che restava del diritto internazionale.
Neanche la Chiesa si è scaldata più di tanto. In questo, il Vaticano – col suo corteo di francescani e anime pie – è stato simile ai pacifisti squillo i quali, volendo sgranchirsi, sono andati in Val di Susa a spaccare binari e teste, ma non hanno mosso un dito per la pace. Il papa ha certamente riservato in questi ultimi mesi più invettive al consumismo che ai furori della Nato. Concludo ricordando l’eloquente
atteggiamento verso il vicario apostolico di Tripoli, Martinelli. Il prelato, che ha sempre smentito le stragi di regime prese a pretesto dalla Nato per intervenire, è stato zittito dopo qualche apparizione tv. I suoi appelli alla ragione vagano qua e là sul web, ma né la grande stampa, né la Chiesa gli hanno più dato retta. Come se disturbasse una regia scritta nelle stelle.”
Italicus

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